Sicurezza
Il registro apriva alla poligamia
Unioni civili, gaffe corretta. Ora contempla anche il legame tra prete e perpetua
PRATO. Il regolamento delle unioni civili non si sblocca. In compenso la bozza originaria di delibera nascondeva un clamoroso refuso che avrebbe aperto la strada alla poligamia. È forse l'aspetto più lampante della commissione affari generali di ieri, che si è aggiornata con un nulla di fatto. Ovvero con altre riunioni di commissioni in calendario. A frenare non solo i gruppi consiliari di maggioranza, ma anche il Pd che dovrebbe farsene promotore ha chiesto tempo per assumere una posizione condivisa sul gruppo. Ieri ad alimentare la curiosità è stato il segretario generale, che ha rivelato di aver corretto un aspetto controverso, l'art.1 che prevedeva inizialmente il riconoscimento dell'unione «fra due o più persone». Una prescrizione, che pur non avendo valore giuridico – il registro non ha assolutamente forza di legge – avrebbe aperto lo spiraglio ad una legittimazione all'ombra del Bacchino delle coppie allargate, comprese quelle che vivono in un rapporto di poligamia. «Gli uffici – ha spiegato il segretario generale, Michele Pinzuti – hanno suggerito questa correzione per dare più stabilità alle unioni di due persone. Indirettamente allargando il numero dei componenti ammessi ci sarebbero potute essere delle richieste di riconoscimento, magari islamiche, di legami affettivi fra un uomo e più donne». Chiarito questo aspetto tecnico e che eventuali tutele alla poligamia e alla corrispondente poliandria possono arrivare solo dal legislatore e non da un atto amministrativo, è interessante scoprirne la genesi. I proponenti sono due consiglieri del centrosinistra, Aurelio Donzella (Idv) quale artefice della mozione e della prima stesura della delibera e Andrea Colzi (Pd) cofirmatario. Entrambi rifiutano fermamente di voler fornire con l'istituzione del registro una pezza d'appoggio a famiglie allargate. «È soltanto un refuso, derivante da un copia-incolla sbagliato» è la giustificazione offerta da Donzella, che materialmente ha stilato la prima versione. Il nuovo testo prevede la possibilità di registrarsi fra due persone legate da un vincolo affettivo o di assistenza reciproca. Un'espressione per comprendere non solo le coppie gay, ma anche i legami non affettivi come quelli fra il sacerdote e la perpetua. Un argomento che non incanta l'anima cattolica della commissione, incarnata dal presidente Antonio Longo (Udc) il quale chiede prima di agire di comprendere la concreta utilità di questo strumento. (c.p.)
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