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Prato

Il biologo: “Per la Torre di Karavan serve una valutazione di incidenza ambientale”

Il biologo: “Per la Torre di Karavan serve una valutazione di incidenza ambientale”

Andrea Vannini ha compiuto uno studio, anche dal punto di vista delle normative, su Poggio Castiglioni area protetta dall’Europa e dalla Regione

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PRATO. E' un biologo ambientale di Prato e si chiama Andrea Vannini. Vannini ha compiuto uno studio - anche dal punto di vista delle normative - sull'area della Calvana che dovrebbe accogliere il Monumento al vento di Dani Karavan. Poggio Castiglioni.

"I monti della Calvana, tra cui Poggio Castiglioni, sono dal 2005 un Sito di Importanza Comunitaria (Sic) - scrive Vannini - (direttiva europea Habitat, 92/43/CE. Per la precisione si tratta del Sic IT5150001, riconosciuto a livello internazionale. Gli habitat ritenuti da tutelare sono secondo definizione le "Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte di cespugli su substrato calcareo con stupende fioriture di orchidee" e le "Formazioni di ginepro comune su lande o prati calcarei". All'interno di questi habitat vivono numerose specie animali e vegetali sottoposte a loro volta a tutela dalla direttiva, soprattutto (ma non solo) uccelli. Contemporaneamente, la medesima area è anche Sito di Importanza Regionale (Sir numero 40). E' infine anche Anpil (Area Naturale Protetta di Interesse Locale) dal 2003".

"L'importanza ambientale riconosciuta dei Monti della Calvana è tale - continua Vannini - che nel 2012 la Provincia di Prato, assieme ai Comuni di Prato, Calenzano, Vaiano, Cantagallo e Barberino di Mugello ha siglato un protocollo d'intesa per la gestione unitaria dell'Anpil, ai fini di coordinare in maniera sinergica gli interventi di tutela. Oltre alle emergenze ambientali, la zona di Poggio Castiglioni è interessata anche da fenomeni di carsismo e oltre al carsismo "sono presenti anche 14 cavità artificiali (miniere abbandonate), 8 presso Poggio Castiglioni ("Marchino superiore") e 6 presso Pizzidimonte ("Marchino inferiore")".

"Di tutte queste emergenze ambientali, paesaggistiche e geologiche - afferma il biologo - il Comune di Prato non ha fatto menzione quando, tramite il sindaco, ha annunciato di voler realizzare l'installazione di Karavan, per un costo stimato di 500 mila euro, presentandola come un'opera "da fare". Al di là delle critiche che si potrebbero muovere ad un'azione del genere, che non tiene in considerazione valori per l'area riconosciuti anche dall'Unione Europea - aggiunge Vannini - e di quelle già mosse per l'importanza dell'investimento economico che potrebbe essere destinato ad altro, non è mai stata fatta ufficialmente menzione del fatto che, per interventi di questa portata all'interno di un Sis/Sir, è probabilmente necessaria una Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca). E' stabilito dall'articolo 6 della direttiva Habitat e dall'articolo 5 del drp 357/97, che recepisce per l'Italia la direttiva".

E continua: "E' quindi probabilmente prematuro parlare di un'opera "da fare", dal momento che non risulta che sia stata presentata, in via ufficiale, alcuna Vinca relativa agli impatti sul Sic che l'installazione avrebbe, producendo tra l'altro anche luce e suoni e necessitando di interventi (messa in posa del cemento, scavi, ecc.) impattanti. Qualora tale studio effettivamente non esistesse, sarebbe opportuno rimediare affidando ad uno studio professionale terzo, esperto in tematiche ambientali, il compito di redigerlo, in modo da fugare ogni dubbio circa la reale compatibilità ambientale dell'opera con argomentazioni concrete, scientifiche. Ricordo infatti - conclude Vannini - che la violazione delle normative comunitarie per la tutela dell'ambiente, qualora confermata, comporta per l'amministrazione inadempiente delle sanzioni, che in questo caso potrebbero essere superiori anche all'investimento per l'opera stessa. Inoltre, l'eventuale necessità di interventi di mitigazione o compensazione ambientale potrebbe comportare un ulteriore aumento della spesa per la realizzazione dell'installazione. Non si può essere contrari a priori ad un'opera, ma le valutazioni circa il rapporto costi/benefici derivante dalla sua realizzazione devono essere effettuate in maniera scientifica e rigorosa, evitando "salti in avanti" e "slogan" che in tempi di crisi come questo non portano da nessuna parte".

E intanto nascono le petizioni e i comitati di cittadini contro la realizzazione dell'opera. Non ultimo lo striscione esposto sul monte che annuncia un "No Mav" quasi a riprednere le battaglie dei "no Tav".

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