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Gestione dei servizi scolastici in appalto, il Comune di Prato si difende
Il Servizio Pubblica istruzione risponde alla Cgil che aveva denunciato il disagio dei lavoratori ausiliari presenti in graduatoria ma non assunti
PRATO. Il servizio Pubblica istruzione del Comune di Prato replica all’intervento della Cgil «con il quale si denuncia il disagio dei lavoratori ausiliari presenti nelle graduatorie del personale a tempo determinato, a seguito dell'aggiudicazione del servizio nei nidi e nelle scuole d'infanzia ad una ditta esterna. Pur senza entrare nel merito della questione, è indispensabile ribadire che l'affidamento esterno di parte dei servizi non è stata una scelta autonoma dell'amministrazione, ma è stata imposta dalla normativa nazionale che fissa tetti di spesa ineludibili per il personale a tempo determinato delle scuole comunali. Il comune ha dovuto procedere in tal senso per garantire il servizio nell'anno scolastico 2013/14, in assenza di altre alternative percorribili, anche proposte dai sindacati stessi».
«L'ovvia conseguenza di questa scelta imposta - prosegue la lettera del Comune - è stata la perdita delle tutele di natura pubblicistica, sia per quanto riguarda l'inquadramento contrattuale, che i meccanismi di assunzione. In altri termini, la ditta aggiudicataria è tenuta ad applicare il suo contratto di lavoro e ad assumere, nella misura del 90% personale che abbia avuto incarichi nei nidi e nelle scuole d'infanzia per almeno otto mesi non continuativi. Su quest'ultimo punto, la ditta non è vincolata a dare priorità ai primi in graduatoria, potendo avvalersi della propria autonomia, sempre però nel rispetto del bando».
«Nello specifico, è stato richiesto alla ditta aggiudicataria di preparare un comunicato stampa rivolto agli interessati, per l'assunzione del personale prevista dal bando di gara. Al tempo stesso, dal momento che era pervenuta alla ditta da parte di una organizzazione sindacale una lista di personale avente i requisiti richiesti dal bando di gara, si invitava la ditta a considerare anche i diritti dei non iscritti a sindacati, sempre naturalmente nell'ambito della autonomia imprenditoriale. È quindi errato affermare che la modalità di inviare elenchi da parte dei sindacati sia stata indicata dagli uffici del comune. L'amministrazione infine si è messa a disposizione per una verifica di quanto dichiarato nei curricula, al fine di asseverare l'esistenza dei requisiti di servizio».
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