Sicurezza
Prato, donne e “puffette”: “Silli chieda scusa alla preside Ciambellotti”
Continuano le polemiche sulle affermazioni dell’assessore fatte durante un incontro alla scuola Sem Benelli. Il gruppo Pd in consiglio comunale si schiera in difesa della consigliera comunale: nessuna strumentalizzazione politica
PRATO. E’ il del grupo del Partito democratico in consiglio a replicare alle affermazioni del’assessore all’integrazione Giorgio Silli e a chiedere le scuse pubbliche sulle allusioni fatte nei confronti della preside e consigliere comunale Maria Grazia Ciambellotti.
«Leggiamo con sorpresa il commento dell'assessore - scrive il capogruppo Massimo Carlesi - alla lettera dei 21 insegnanti della Scuola secondaria di primo grado Sem Benelli. L’assessore si domanda quanti di questi insegnati abbiano la tessera del Pd e insinua sospetti sulla preside Maria Grazia Ciambellotti nostra collega consigliera e vice Presidente del Consiglio Comunale. Non sappiamo se fra i 21 firmatari ci siano iscritti al Pd, sappiamo che sono dei docenti impegnati giornalmente a insegnare agli studenti i valori dell'integrazione fra ragazzi e ragazze provenienti da esperienze culturali diverse in un momento molto difficile della nostra società dove tutto sembra essere valutato per il suo valore economico e dove il rispetto fra diversi non è sempre un valore”.
Le allusioni dell'assessore sulla collega Ciambellotti - prosegue Carlesi - sono offensive e del tutto gratuite; noi che la conosciamo da tempo apprezziamo la competenza, la pacatezza e soprattutto la trasparenza negli atteggiamenti; è impensabile quindi, come vuole far credere l'assessore, che nella sua qualità di preside abbia architettato l'invio della lettera firmata dagli insegnanti”.
“Sappiamo che l'assessore Silli - aggiounge - non era solo ad accompagnare il sottosegretario Toccafondi ma era insieme alla sua collega di giunta assessore Pieri e al Prefetto di Prato e quindi se le parole rivolte ai ragazzi sono state strumentalizzate dai professori potrà facilmente chiamare queste illustre figure istituzionali a darne la giusta interpretazione.
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