Sicurezza
Prato, viadotto del Soccorso, via libera alle rampe d’accesso
L’azienda Cogevi di Isernia si è aggiudicata l’appalto dei lavori con un ribasso del 35%. Critico il comitato cittadino che si batte contro il viadotto
PRATO. Il Comune dà il via libera definitivo alle rampe d'accesso alla declassata. Un primo passo esecutivo verso la costruzione del viadotto al Soccorso. Si apprende da una determina del dirigente alle Grandi Opere, Lorenzo Frasconi che lo scorso anno si è tenuto un bando – ufficializzato solo due giorni fa – per assegnare i lavori.
A vincerlo l'azienda Cogevi srl, di Colli a Volturno in provincia di Isernia. Se lo è aggiudicato compiendo un ribasso sulla base d'asta del 35%, in cifra tonda da 915.000 euro a poco meno di 598.000. Da questo importo verranno liquidati, non appena arriverà l'ok della ragioneria, i primi 250.000 euro. Una decisione niente affatto casuale. In effetti, secondo il corpo della determina il Comune si limiterà in questa fase alle opere di messa in sicurezza della tangenziale in corrispondenza del sottopassaggio di via Nenni. Tuttavia, il testo vergato dall'alto dirigente fa un esplicito riferimento al resto del lavoro ovvero le rampe d'accesso per il viadotto a quattro corsie fra via Nenni e via Carlo Marx valutato complessivamente per un valore di 21,5 milioni.
Un dettaglio precisato da un altro atto dirigenziale, risalente allo scorso 17 settembre che articola l'azione in due fasi: le migliorie alla sicurezza della circolazione (le rampe) e il raddoppio vero e proprio con il ponte. Vale a dire, la rampa in via Nenni, in direzione di Pistoia, è uno scorporo dall'opera principale consistente proprio nel sovrappasso.
La notizia, rimbalzata dal Comune immediatamente al quartiere Soccorso ha scatenato l'inquietudine del comitato cittadino che da due anni lotta per ottenere una soluzione urbanistica più “ecologica”, mediante l'interramento. «Si tratta chiaramente di un passo propedeutico e funzionale al viadotto – è la constatazione del portavoce, Filippo Bonanni –. Paradossalmente potrebbero anche non arrivare i soldi dal Cipe, ma iniziare a lavorare per le rampe implica mettere un'ipoteca sul futuro. Chiunque governerà dovrà fare i conti con dei lavori già compiuti in direzione del sovrappasso e sarebbe difficile dopo pochi mesi spiegare di abbattere l'opera per procedere all'interramento». Con un dubbio riguardante proprio la parte dei costi: «L'appalto è stato assegnato con uno sconto del 35%. Su cosa è stato risparmiato?».
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