Sicurezza
Paga lauta caparra ma il sogno della casa diventa un incubo
Vittoria Tancorre, invalida al cento per cento, ha pagato 105mila euro dei 140 totali, ma i lavori si sono interrotti
MONTEMURLO. Il sogno più grande di Vittoria Tancorre è quello di vivere in Toscana. E ci era quasi riuscita investendo 105mila euro per un appartamentino a piano terra di 62 metri quadrati più un posto auto e un giardino di altri trenta, in via Pantano a Oste di Montemurlo. Quel sogno però, per ora, si è infranto su uno scheletro di casa i cui lavori sono iniziati ma ormai interrotti da tempo e, che difficilmente verranno conclusi, e con la sparizione dei 105mila euro dati con troppa fretta come caparra per l’immobile il cui valore complessivo era stato pattuito in 140mila euro.
Vittoria Tancorre, 65 anni, invalida al cento per cento, ha venduto la sua casa di Torino per coronare il suo sogno e quando pensava di esserci ormai riuscita si è scontrata con una realtà che peggiore non poteva essere.
«Ho sbagliato a fidarmi di persone che ho incontrato in chiesa a Oste e che pensavo, proprio perché frequentavano la chiesa, che fossero degne di fiducia - racconta Vittoria Tancorre - Ho confidato a Dario Mannocci, col quale ero entrata in confidenza, del mio sogno di trasferirmi in Toscana e lui mi ha coinvolta nel progetto per la realizzazione di una serie di appartamenti su un suo terreno in via Pantano. Il progetto lo doveva realizzare la Montemurlo Costruzioni srl di Pierino Donofrio che avrebbe tenuto per sè tre appartamenti mentre gli altri due li avrebbe destinati, uno a me e l’altro ai Mannocci. Abbiamo fatto il compromesso ed io che avevo appena venduto la casa che avevo a Torino ho deciso di impegnare subito 105mila euro. Pensavo di avere la casa nel giro di pochi mesi ed invece ad un certo punto i lavori si sono fermati. Ora è sparita anche l’impalcatura». Ne è nata una causa civile con la Montemurlo costruzioni. «Il giudice mi ha dato ragione anche se il costruttore ha cercato di far cadere la colpa su di me per i lavori fermi perchè avrei fatto richieste per modificare l’appartamento e renderlo idoneo per la mia disabilità - racconta Tancorre che è seguita dall’avvocato Giovanni Dirindelli di Poggibonsi - Il giudice ha disposto il pignoramento del conto dell’impresa edile dove però non c’è un euro. A questo punto io non voglio più quella casa, anche se dovessero finirla. Chiedo solo di riavere indietro i miei soldi». Oltre all’azione civile è partita anche una denuncia penale ed il procuratore capo, Piero Tony ha già ascoltato la signora Vittoria Tancorre ed una persona informata sui fatti. Nei prossimi giorni potrebbero essere interrogate le altre parti in causa, ovvero i titolari del terreno sul quale è stato realizzato (in parte) il progetto e i titolari dell’impresa edile che fa riferimento a Tania Sorbi, legale rappresentante e moglie di Pierino Donofrio.
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