Sicurezza
In 17 a giudizio per i falsi incidenti stradali
Inizierà a febbraio il processo a medici e automobilisti accusati di aver truffato le assicurazioni simulando i sinistri
PRATO. Si è conclusa con due proscioglimenti e 17 rinvii a giudizio l'udienza preliminare davanti al gup di Pistoia per la truffa dei falsi incidenti. Tra coloro che il prossimo 26 febbraio dovranno comparire davanti al tribunale collegiale, anche medici, avvocati e commercialisti.
Ad essere prosciolti da ogni accusa dal giudice Alessandro Buzzegoli sino stati il commercialista pistoiese Franco Vannucchi, 57 anni, e il medico legale Paolo Brubi, 58 anni, sempre di Pistoia: entrambi per non aver commesso il fatto.
Rinviati a giudizio invece Samuele Baroncelli (43 anni, di Bottegone), Carlo Nazzareno Loreti (36 anni, di Pistoia), Michela Colzi (31 anni, dipendente della carrozzeria Diamante), Vittorio Burrafato (42 anni, medico di Sesto Fiorentino), Graziano Turchi (60 anni, medico di Sesto Fiorentino), Riccardo Cappellini (medico pistoiese di 49 anni) , Gino Iafrate (50 anni, medico di Sesto Fiorentino), Franco Frati (medico di Montale, 51 anni), Roberto Fratoni (avvocato pratese di 54 anni), Riccardo Baroncelli (montalese di 50 anni), Luca Marroccoli (pratese di 37 anni), Rosanna Di Massa (43 anni di Montemurlo), Nejad Morad Kaviani (iraniano di 34 anni), Tiziana Bartolomei (pratese di 55 anni), Federico Virdò (35 anni, Agliana), Maurizio Pesciullesi (32 anni, Prato), Cataldo Anania (43 anni, Poggio a Caiano).
A chiedere il processo nei loro confronti è stato il pm Claudio Curreli. Foto di incidenti stradali ritoccate col programma Photoshop, referti medici gonfiati, assegni riscossi dal carrozziere anziché dal beneficiari: c'è questo e molto altro nell'indagine condotta dalla sezione di pg della Finanza. Sono oltre 500 gli incidenti in cui si sospetta siano state compiute irregolarità. Al centro di tutto, secondo gli inquirenti, c'era la carrozzeria Diamante di Montale, una delle più attive a cavallo tra le province di Prato e Pistoia.
La scorsa udienza, aveva patteggiato la pena di 2 anni, 9 mesi e 15 giorni di reclusione proprio il titolare della carrozzeria montalese, Attilio Della Pietra, 47 anni, considerato uno degli organizzatori dell'associazione a delinquere. Per altri sei imputati, invece, il gup aveva sentenziato l'archiviazione in quanto il reato loro contestato era risultato ormai prescritto perché alcuni degli incidenti finiti nell'inchiesta risalgono al 2005 (anche se il grosso è del 2007).
Per portare avanti le truffe l’organizzazione si sarebbe avvalsa della "collaborazione" di alcuni medici (cinque furono indagati e sospesi per due mesi dalla professione) e di un avvocato civilista. Secondo il pm il gruppo di "furbetti dell'incidentino", alcuni dei quali devono rispondere dell'accusa di associazione a delinquere, aveva messo in piedi un sistema ben collaudato per gonfiare i risarcimenti degli incidenti stradali, e in qualche caso fabbricava anche sinistri che non si erano mai verificati. Secondo quanto accertato in sei lunghi anni di indagini, sono nove le assicurazioni che sarebbero state truffate. I medici avrebbero gonfiato i punti di invalidità, i periti avrebbero chiuso un occhio, così come la bancaria per l'incasso degli assegni.
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