Sicurezza
Il rilancio della carne calvanina passa dalla filiera corta
Esperimento pilota della Provincia di Prato insieme alla macelleria Mannori e il Cortaggio
PRATO. La macelleria Mannori e il Cortaggio partecipano ad un esperimento pilota per la commercializzazione della carne chianina . «Mediamente in un anno nascono 200 capi di mucche chianine- spiega la veterinaria Giuliana Giuliani soltanto il 40% viene venduta con la specifica della razza, il rimanente 60% viene commercializzato con una dizione generale, operazione che nuoce ai produttori e al marchio». Il problema è nei costi dell' allevamento, per i primi sei mesi i vitelli sono al pascolo in Calvana poi rientrano nelle stalle e hanno bisogno di un foraggio particolare, così gli allevatori spesso sono costretti a venderli agli “ingrassatori”.
In tutto il territorio c'è una sola azienda nel Mugello che acquista i vitelli, ma non può soddisfare la richiesta di tutti. Da qui l'idea, sostenuta anche dalla Provincia e da di spingere la piccola distribuzione a commercializzare la carne calvanina.
«Vorremmo innescare un processo virtuoso come quello del pane – ha sottolineato l'assessore all'agricoltura Stefano Arrighini – oltre a incrementare una filiera corta dell carne si possono anche creare posti di lavoro e una maggiore cura del territorio attraverso la produzione di pascoli specifici».
Intanto al Cortaggio sono in vendita pacchi di carne da 10Kg. «Raccogliamo le prenotazioni – spiega Daniele Panerati – quando abbiamo raggiunto il peso dell' animale facciamo partire l'ordine, in modo da avere carne sempre fresca».
La macelleria Mannori, invece, ha iniziato a produrre la bresaola , un prodotto delicato che sta riscuotendo successo. Le calvanine producono anche il latte, sebbene in quantità minore rispetto alle altre razze, con cui si può fare dell' ottimo formaggio di varie stagionature, mentre la carne, poco grassa, può anche essere gustata cruda nelle mense.
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