Il Tirreno

Prato

Schiaffi e offese al Datini L’occupazione è già finita

di Pasquale Petrella
Schiaffi e offese al Datini L’occupazione è già finita

Una aggressione fra studenti durante l’assemblea straordinaria con un’alunna finita in ospedale, l’arrivo della polizia e la minaccia di querele

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PRATO. Un referto medico di quattro giorni di prognosi con l’obbligo di portare il collare e possibili querele per il giovane che quelle lesioni le ha provocate e per la scuola che non avrebbe vigilato affinchè quell’aggressione non si verificasse. E’ finita così, nel peggiore dei modi con uno scontro fra studenti e l’arrivo della polizia l’occupazione dell’istituto professionale, commerciale, sociale e alberghiero Datini in via di Reggiana a San Giusto.

L’epilogo non è ancora stato scritto del tutto perché se partiranno le denunce, potrebbe esserci anche quella della stessa scuola nei confronti di quegli studenti che hanno occupato l’istituto nella notte fra lunedì e martedì provocando dei danni «di poca entità ma dobbiamo ancora fare un bilancio completo perché c’è una porta rotta, una telecamera manomessa e l’uso del laboratorio della cucina», dice la vicepreside Marzia Guarnieri, facendo intuire che i giovani non hanno solo dormito dentro la scuola ma anche cenato e «invitato» studenti del vicino istituto Marconi.

Ma per capire questo poco edificante finale bisogna partire da quella proposta di occupazione lanciata dal Comitato 14 dicembre che aveva già guidato l’occupazione della scuola l’anno scorso ma che non sembra riscuotere il consenso della maggioranza degli studenti di questo nuovo anno scolastico. All’orario di apertura gli occupanti vorrebbero coinvolgere gli altri studenti nell’occupazione ma sono in tanti a non volerlo. I professori fanno entrare quelli che vorrebbero fare lezione mentre gli altri restano fuori e fanno un mini corteo verso il vicino istituto Gramsci Keynes, forse per cercare altra solidarietà e far crescere la protesta. Ma al ritorno trovano i cancelli del Datini chiusi e l’ordine dato al personale di non far entrare nessuno. Ci sono attimi di tensione e un pilastro della recinzione metallica viene pericolosamente scardinato. Riesce ad entrare solo una studentessa che, peraltro, fa parte di quel gruppo di sei studenti che hanno trascorso la notte nell’istituto. Nella scuola tutti gli altri sono in assemblea straordinaria con un rappresentante di istituto, anche lui nominato l’anno passato e non legittimato per il nuovo, che parla già da diversi minuti ed è per la non occupazione. Una visione che sembra trovare il consenso degli alunni presenti fino a quando non interviene la studentessa che la pensa diversamente. Bastano poche parole e inizia il battibecco, gli insulti e poi gli schiaffi e lo spintone che fa fare una vera e propria capriola all’esile studentessa. Risultato? Assemblea sospesa, studenti invitati a lasciare la scuola e denunce in arrivo. No, non è così che si lotta per una scuola migliore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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