Il Tirreno

Prato

Pecci inaugurato in due tempi

Il nuovo museo di arte contemporanea avrà un’apertura nel maggio 2014 e quella definitiva nel 2015

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PRATO. Un piccolo giallo, forse solo un’incomprensione tra amministratori e Centro Pecci, a proposito dell’inaugurazione del nuovo museo Pecci.

Nel comunicato diffuso ieri dal Centro Pecci nel quale si dava notizia del bando internazionale per individuare il nuovo direttore del museo (incarico triennale rinnovabile) si indicavano due date: nel maggio 2014, in occasione del Festival Prato Contemporanea, è prevista la presentazione della nuova ala progettata dall’architetto Maurice Nio. Un anno più tardi, primavera del 2015 inaugurazione del nuovo Pecci a conclusione dei lavori di restauro straordinario dei vecchi spazi, le storiche sale espositive, finanziati dal Comune e dalla Regione. Il che avrebbe significato allungare il periodo di chiusura del museo.

Così, però non è. Perché il sindaco Roberto Cenni, presidente del Centro Pecci, interpellato dal Tirreno ha subito corretto il tiro. «Il nuovo museo verrà inaugurato nella prossima primavera - ha spiegato - , quando tra l’altro non sarò più presidente, perché passerò la “carica” appena sarà ultimato il nuovo edificio”. A questo proposito, voglio chiarire, la consegna del manufatto è in ritardo perché ancora non è stata montata la copertura del tetto con il materiale in arrivo dalla Germania con grande ritardo».

E poi Cenni ha confermato quanto già anticipato al Tirreno, ovvero, che «verrà seguito un percorso già collaudato con successo per il Museo Civico, con una serie di eventi. A maggio prossimo sarà allestita una mostra sulla collezione permanente del Pecci, nell’ambito dell’evento del Festival Prato in contemporanea, a cui sta lavorando l’assessorato alla cultura».

Quindi non solo una passerella per mostrare l’ala nuova ma una vera e propria apertura, anche se limitata nel tempo, per esporre la collezione permanente del Pecci.

Il sindaco è apparso ieri sera un po’ demotivato e deluso per le ultime polemiche sulla Torre al vento di Karavan.«Dispiace che la città che non sappia cogliere questa occasione di crescita», ha commentato. Oggi, intanto, il sindaco-presidente incontrerà i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori del museo per presentare loro il piano di riorganizzazione della struttura operativa, confermando quanto deciso sempre dal cda, con l’assenso della regione, ovvero la la rimodulazione del personale addetto ad determinati settori, ovvero l’Area cultura e territorio, con 11 addetti alla biblioteca, guardania ed accoglienza, sezione didattica. naturalmente dopo aver attivato tutte gli ammortizzatori sociali per la salvaguardia dei lavoratori.

Riccardo Tempestini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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