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Gestri: «Firenze vuole fare di Peretola un aeroporto intercontinentale»

di Carlandrea Poli
Gestri: «Firenze vuole fare di Peretola un aeroporto intercontinentale»

Il presidente della Provincia sostiene che la documentazione fornita a Prato sulla nuova pista presenta numerose omissioni e teme trappole

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PRATO. La documentazione sull'impatto idraulico e acustico delle opere connesse alla pista convergente-parallela di Peretola sarebbe largamente insufficiente, gli incontri in Regione finora sono stati un fiasco ma soprattutto hanno lasciato al presidente della Provincia, Lamberto Gestri un retropensiero: “I fiorentini puntano a fare una pista di 2.800-3.000 metri per trasformare l'aeroporto in un hub intercontinentale”.

Un'impressione facilitata anche dal recente parere dell'authority di settore, l'Enac, che ha intimato di allungare il tracciato, inizialmente fissato in 2.000 metri dalla variante al Pit adottata in estate, fino a 2.400. Una necessità che viene confermata dalle carte in possesso a palazzo Banci Buonamici. Per ottenere la classificazione dello scalo 4D – con aeromobili di stazza superiore rispetto a quelli che finora sono decollati dal city airport – la lunghezza minima dovrà essere di 2.100 metri. Ad ogni modo, superiore alle previsioni urbanistiche della Regione. Fin qui i dettagli tecnici, che hanno grande rilevanza politica soprattutto per le conseguenze di ordine ambientale. L'equazione è: maggiore la lunghezza, più disagi per i cittadini della Piana.

Un primo punto posto dall'amministrazione Gestri è che l'analisi finora raccolta dal consiglio regionale presenta “complete omissioni” sulle ricadute di carattere atmosferico e sulla rumorosità dei velivoli che passeranno sopra le teste dei pratesi. Un elemento ricavato mettendo insieme le indicazioni preliminari dello studio del Cnr richiesto dagli enti locali che si oppongono alla convergente-parallela e dai contributi dei professionisti dell'ordine degli ingegneri di Prato e dal professor Lorenzo Domenichini ordinario di Costruzioni, Strade, Ferrovie e Aeroporti all'Università di Firenze. Ben poco verrebbe detto anche sull'opera idraulica a maggior impatto sull'equilibrio geologico della Piana ovvero la tormentata deviazione del Fosso Reale, che richiederà, di fianco al nuovo scalo, il rialzo del sedime dell'A11.

Aumenterà il rischio di allagamenti? Dovrà chiarirlo la Valutazione d'impatto sanitario (Vas) della Regione, alla quale l'assessore Alessio Beltrame vorrebbe domandare anche quali contraccolpi subirà il progetto del parco agricolo. Il prossimo step per Gestri dovrebbe essere una nuova audizione in consiglio regionale dopo un cattivo precedente: “Abbiamo avuto la sensazione che in pochi sapessero di cosa si stesse parlando”. Ma anche con la consapevolezza di andare a sfidare il governatore Enrico Rossi, indicato da un sondaggio Datamedia come il più popolare in Italia col 58% di gradimento fra i toscani, segno di un apprezzamento anche fra i pratesi. Con un'ammissione: “Mentre a Firenze sono schierati compattamente per il sì alla nuova pista, da noi sento opinioni contrastanti”.

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