Proteste
Ancora liti tra Regione e Comune
Sono le aree agricole la materia del contendere, nulla di fatto in commissione
PRATO. Commissione paritetica regionale, il tentativo di mediazione tra Provincia e Comune sul Piano Strutturale si chiude con un nulla di fatto. Anzi, ancora peggio, la partita è terminata lunedì pomeriggio con la porta sbattuta dell’assessore all’urbanistica Gianni Cenni dopo qualche ora di discussione se ne è andato: «Non posso ancora entrare nel dettaglio - afferma - ma ho potuto riscontrare gravi vizi procedurali nella gestione della commissione». Altro l’assessore non vuole aggiungere ma con la promessa di un chiarimento da fare molto presto.
La scintilla, questa volta, par di capire, non si è accesa tra Comune e Provincia, nonostante il ricorso che sostiene il netto contrasto tra gli strumenti di pianificazione degli enti , Ptc per la Provincia, Ps per il Comune, sia partito proprio da Palazzo Banci Buonamici, ma tra il Comune e la Regione. Con ogni probabilità, in ballo ci sono quelle centinaia di ettari di terreni che il Pit regionale ha messo in salvaguardi e che il Comune, almeno in parte vuole liberare per utilizzarle nel Piano strutturale approvato definitivamente qualche mese fa.
Una storia complicata, quella del ricorso alla commissione paritetica e che si gioca tutta sul quantitativo di territorio agricolo che il Comune ha messo in trasformazione nel Piano. Per la Provincia - il ricorso è stato presentato dall’assessore Alessio Beltrame - si tratta di consumo di territorio ingiustificato visto che per le nuove funzioni si può ricorrere ad altre soluzioni. Di parere opposto, ovviamente, il Comune, secondo il quale il consumo di nuovo territorio è minimo (80 ettari in 25 anni) e finalizzato allo sviluppo dell’economia verde, edilizia popolare e riqualificazione.
E’ sui numeri del Piano strutturale che è stata cercata, senza trovarla, una mediazione, in particolare sui 287 ettari che il piano del Comune trasforma da esclusiva a prevalente funzione agricola e sui 110 ettari che da esclusivamente agricoli il Piano trasforma in urbani. Sui primi un confronto si era aperto ma si è interrotto. Resta da capire perchè. (c.o.)
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