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Prato non è green Ha la sufficienza ma non eccelle

PRATO. Il traguardo di città “green” è ancora lontano per Prato. Nella graduatoria sulla sostenibilità ambientale che si ricava dal rapporto Ecosistema urbano 2013 realizzato da Legambiente e...

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PRATO. Il traguardo di città “green” è ancora lontano per Prato. Nella graduatoria sulla sostenibilità ambientale che si ricava dal rapporto Ecosistema urbano 2013 realizzato da Legambiente e pubblicato ieri dal Il Sole 24 ore, la città laniera si colloca al 23esimo posto tra i comuni capoluogo di provincia compresi tra gli 80.000 e i 200.000 abitanti: esattamente a metà classifica. Con un totale di 51,21 punti (calcolati in centesimi) Prato riceve una pagella nel complesso buona senza, tuttavia, registrare performance ambientali particolarmente brillanti in nessuno dei test cui è stata sottoposta prendendo in considerazione alcuni indicatori: la qualità dell’aria, le risorse idriche, fonti energetiche innovative, mobilità alternativa e disponibilità di verde. L’inquinamento di aria e acqua sono più contenuti. Lo smog sembra aver dato tregua in città – i livelli delle polveri nell’aria sottili non superano i limiti di legge – con un inquinamento da biossido di azoto No2 leggermente sopra la media nazionale (36 milligrammi contro una media di 34) ma comunque nei limiti di legge; e una concentrazione di polveri sottili Pm10, che registra un valore medio di 30,5 milligrammi, ampiamente al di sotto del limite previsto dalla direttiva comunitaria. Quanto all’utilizzo delle risorse idriche, Prato, tra i Comuni della sua classe dimensionale, è tra quelli più attenti al consumo domestico dell’acqua con 115,2 litri per abitante al giorno, ma, in linea con Roma, un buon 37% non viene consumata. Si tratta di quota di acqua immessa in rete, che viene sprecata . Nel perseguire un futuro più sostenibile, c’è ancora da migliorare sul piano della gestione dei rifiuti perché la lotta allo spreco passa sì da una minor produzione di rifiuti urbani, ma anche da una maggior collaborazione dei cittadini nell’attività di raccolta differenziata. Con i suoi 726, 9 chili di rifiuti all’anno per abitante, Prato non è tra i comuni più virtuosi. A precederla nella classifica non ci sono le “grandi”, come Roma e Milano, bensì piccoli o medi centri a elevata affluenza turistica, tra cui Pisa, Rimini, Lucca e Massa. Si ferma al 40% la quota di raccolta differenziata sul totale di rifiuti urbani prodotti nel 2012, ancora lontano dall’obiettivo di legge fissato al 65%. Sul piano del ricorso d parte dei comuni alle fonti energetiche alternative, Prato è più propensa all’utilizzo dei pannelli fotovoltaici (8,66 kW/1000 abitanti) che al solare termico (0,13 mq di pannelli installati su edifici comunali ogni mille abitanti),anche se rispetto ad altri centri, l’utilizzo di energie a minor impatto ambientale è ancora troppo basso. L’allungamento di piste ciclabili e l’efficientamento dei servizi di trasporto pubblico sono le misure principali a disposizione di un’amministrazione pubblica per contrastare il traffico in città, tra le principali cause di inquinamento. Ma a parte qualche caso di città con tasso di motorizzazione inferiore ai 50 auto ogni cento abitanti, la maggio parte delle città supera quota 60. Su questo fronte, anche a Prato si registra un’elevata densità automobilistica: 61 vetture circolanti ogni cento abitanti. Qui, ogni cittadino compie in media 38 viaggi all’anno sui mezzi pubblici contro i 564 di un abitante di Venezia e ha disposizione sul territorio 11 metri equivalenti di pista ciclabile ogni cento abitanti. Riguardo all’indice di mobilità sostenibile, con il quale Ecosistema misura la capacità di un’amministrazione di attivare un ventaglio di buone pratiche , Prato risulta una delle città più arretrate, con un punteggio di 6,7.

Barbara Burzi

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