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Mater Caritas, pronto soccorso dei poveri

Mater Caritas, pronto soccorso dei poveri

CARMIGNANO. «Il nostro è un pronto soccorso» dice Monica Attucci. Un pronto soccorso per l'anima e lo stomaco. Ed è difficile stare in corsia. «Non è facile – confessa – ascoltare sofferenze ogni...

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CARMIGNANO. «Il nostro è un pronto soccorso» dice Monica Attucci. Un pronto soccorso per l'anima e lo stomaco. Ed è difficile stare in corsia. «Non è facile – confessa – ascoltare sofferenze ogni giorno». Ma qualcuno deve farlo, perché «Carmignano – prosegue - non è più solo un'isola felice». Venerdì sera l'associazione Mater Caritas di Carmignano - onlus di ispirazione cristiana nata qualche anno fa, diversa dalla Caritas parrocchiale - ha organizzato al circolo Anspi del paese la consueta cena annuale con i volontari, più di cinquanta e non solo del comune mediceo. In cento si sono alla fine messi a tavola. Ed è stata un po' l'occasione per condividere il lavoro di un anno, con la consegna al sindaco, che ha fatto i complimenti all'associazione, della tessera di socio onorario. Il primo cittadino di Poggio a Caiano ha invece inviato un messaggio sottolineando il sincero spirito di servizio dei tanti che lavorano nella onlus. «Purtroppo infatti – spiega la presidente Attucci – la nostra attività non si limita più solo al territorio comunale: vuol dire che le situazioni di disagio aumentano». «Non immigrati o barboni – precisa – ma famiglie che avevano una vita dignitosa e poi hanno perso il lavoro». Vengono a all'emporio dell'associazione, mandate dagli assistenti sociali oppure senza passare dalle istituzioni. «Naturalmente – dice la presidente – prima appuriamo la reale situazione di difficoltà». Vengono a chiedere a volte anche solo un consiglio. Vengono per essere aiutate nel pagarsi una visita medica, le bollette di casa, magari qualche arredo. Dall'inizio dell'anno l'emporio ha consegnato 80 quintali di derrate, donate o acquistate con i sempre più numerosi mercatini dell'antiquariato e dell'usato. Altri 6.000 euro sono stati spesi per le famiglie in difficoltà. L'associazione conta anche alcune adozioni a distanza. E poi ci sono i contratti a progetto, tre persone per tre mesi a rotazione, per chi ha bisogno di un lavoro temporaneo per poi ripartire e che costano altri 12 mila euro l'anno. Il prossimo sogno? «Un appartamento, due stanze almeno, per chi cerca una sistemazione d'emergenza per una notte o poco più, per chi fugge magari da violenze domestiche. Capita più spesso di quanto uno possa pensare» dice Monica.

Walter Fortini

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