Il dolore
Sì agli ambulatori al Misericordia e Dolce
Prato, il via libera è arrivato da un vertice tra Comune, Asl 4 e l’assessore regionale alla Salute Luigi Marroni
PRATO. Tenere in piedi il Misericordia e Dolce per adibirlo temporaneamente a funzioni di ambulatorio? Si può fare. È un fronte comune quello che si è delineato oggi durante l’incontro tra l’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni, Asl 4 e conferenza dei sindaci, in testa l’assessore comunale Dante Mondanelli.
In questa fase di transizione al nuovo ospedale di Galciana, l’esponente della giunta regionale si è dimostrato ben disposto a prendere in considerazione l’ipotesi di non dismettere del tutto il vecchio presidio, condivisa dal Comune di Prato e dalla stessa Asl 4, per evitare che il Misericordia e Dolce finisca in balia del degrado e per non sguarnire il territorio di servizi sanitari che, in questo momento delicato, potrebbero rivelarsi preziosi per la cittadinanza. Certo, la Regione dovrà farsi i conti in tasca visto che inizialmente i progetti per quell’area erano altri, con relativo ritorno economico.
«Si è registrato un segnale di apertura molto importante da parte dell’assessore Marroni che è indubbiamente da apprezzare – è il commento a caldo dell’assessore Mondanelli che è anche presidente della Società della salute -. Nei locali dell’ex pronto soccorso, che erano stati rinnovati non tanto tempo fa, potrebbero liberarsi spazi per attivare funzioni di poliambulatorio come paracadute temporeaneo». Territorio che, in termini di strutture a supporto del nuovo ospedale per intensità di cura, sconta un certo gap: se la cittadella della salute al Giovannini non è ancora decollata, l’obiettivo dei 36 posti per le cure intermedie nell’ex palazzina delle malattie infettive non è stato ancora raggiunto.
Un altro tasto su cui si è spinto con l’assessore Marroni è quello del sottofinanziamento della zona-distretto che viene vista come meno problematica per l’alto numero delle nascite, non tenendo conto però della forte incidenza di popolazione anziana. In questo caso, suona un campanello d’allarme perché tra le maglie della bozza di piano sanitario regionale 2014, presentata oggi, sarebbe prevista una riduzione dei finanziamenti per Prato.
«Da scongiurare – osserva ancora Mondanelli – anche perché, mentre a Pistoia e in altre realtà, si salvano con i “patti territoriali” per i piccoli ospedali, qui a Prato dobbiamo contare su un solo presidio». Un altro risultato del colloquio con Marroni è stata la calendarizzazione di una serie di incontri periodici tra Asl 4 e Società della salute in rappresentanza dei Comuni dell’area, aperti anche ai sinacati: momenti di ascolto per esaminare di volta in volta le criticità del territorio sul piano dell'assistenza sanitaria.
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