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Parcheggio gratis all’ospedale: una petizione sul web
Prato, sono già oltre 200 le firme della proposta lanciata da Impegno civico. Gesat, però, spegne la speranza
PRATO. Parcheggi a pagamento? No, grazie. Già uno si reca all’ospedale a malincuore, se poi ci si mette l’obbligo di pagare ancora il tagliando per la sosta, così come succedeva al Misericordia e Dolce, l’opposizione nasce spontanea. E corre sul filo del web: in queste ore sta girando una petizione on line (su change.org) che ha già raccolto circa 200 adesioni per chiedere al governatore della Regione Enrico Rossi l’accesso libero nei parcheggi dei quattro nuovi ospedali toscani, Prato compresa.
A promuoverla è Impegno Civico, movimento nato a sostegno della ricandidatura del sindaco Roberto Cenni. «Perché negli ospedali i parcheggi devono essere non a pagamento», è lo sfogo di Paola Castellani - tra i firmatari - mentre per Stefania Marinaccio «è ingiusto il pagamento di un ticket vessatorio per chi giornalmente si reca in visita ai propri cari ricoverati».
Firme o non firme, il parcheggio gratuito non ci sarà. E la volontà dell’Asl 4 non c’entra. L’ingegner Luca Pecchio, amministratore delegato della società concessionaria Ge.sat spa, esclude a priori che sui 1276 posti del parcheggio ospedaliero, ci si possa esimere dal mettere mano al portafoglio. Anzi, i parcometri entreranno in funzione da metà novembre in poi e saranno gestiti da Apcoa Parking Italia con cui Ge.sat spa ha già sottoscritto un accordo.
«Cercheremo di applicare tariffe il più possibile ragionevoli ma è fuori discussione che i parcheggi diventino gratuiti. Anche perché - fa notare Pecchio - non mi pare che lo fossero al vecchio ospedale». Con i ticket dei parcheggi negli ospedali di Prato, Pistoia, Lucca e Massa, Ge.sat punta a riscuotere 1,1 milioni di euro l’anno. «Tra l’altro i parcheggi saranno protetti da sbarra e videocamera come misura di deterrente contro i parcheggiatori abusivi, assicura Pecchio. Gratuiti invece i posti per i dipendenti dell’Asl 4 in servizio nella struttura di Galciana mentre quelli che lavorano ancora negli ultimi presidi rimasti in piedi del Misericordia e Dolce continueranno a pagare: un’ingiustizia che era stata denunciata due settimane fa dalla Funzione pubblica della Cgil di Prato.
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