Sicurezza
Oggi la “sentenza” sulle aree agricole
La commissione regionale decide sul contenzioso avviato dalla Provincia contro il Piano Strutturale
PRATO. Il contenzioso tra Provincia e Comune sulle aree agricole che Piano Strutturale, approvato definitivamente, ha messo in trasformazione, terminerà oggi. Si riunisce infatti in Regione la commissione paritetica, l’organismo deputato a dirimere i contrasti tra strumenti di pianificazione e che è composto da nove membri (tre indicati dalla Regione tra io quali l’assessore all’urbanistica, tre dall’Anci e tre dall’Upi).
Una vicenda iniziata la scorsa estate con il ricorso della Provincia, per mano dell’assessore al governo del territorio Alessio Beltrame, che si è rivolto alla commissione paritetica per segnalare un contrasto insanabile tra lo strumento di pianificazione della Provincia, Ptc e quella neo approvato del Comune, Ps.
La materia del contendere restano quella centina di ettari agricoli che il Piano strutturale ha messo in trasformazione e che secondo lo strumento urbanistico della Provincia rientrano nelle “invarianti” e quindi immodificabili.
Si tratta, in particolare di 110 ettari di aree a esclusiva funzione agricola che il Piano strutturale ha trasformato in urbane e dei 287 ettari ad esclusiva funzione agricola che secondo il Ps sono diventate a prevalente funzione agricola. Per la Provincia si tratta di uno spreco di nuovo territorio inutile «visto che le aree urbane sulle quali di può intervenire per recuperare funzioni e crearne di nuove - disse a suo tempo l’assessore Beltrame - non mancano».
In completo disaccordo l’assessore all’urbanistica del Comune Gianni Cenni che replicò spiegando che : «Il Comune nei prossimi 25 anni intende usare a fini economia verde, edilizia popolare e riqualificazione territoriale 80 ettari di suolo. E per non dare adito a speculazioni ha deciso di individuare questi 80 ettari in un bacino di 700».
Oggi si saprà una volta per tutte chi ha ragione e se diminuiranno le aree messe in trasformazione dal Piano Strutturale. «Di certo - afferma Gianni Cenni - noi ci presentiamo davanti alla commissione paritetica con la volontà piena di arrivare a una mediazione». Lo stesso vale per la Provincia: «E’ importante - afferma Beltrame - arrivare a un accordo che salvaguardi in primo luogo il territorio».
Non è mai capitato e con ogni probabilità non capiterà nemmeno questa volta, ma se il contenzioso urbanistico dovesse proseguire, il passo successivo alla commissione paritetica sarebbe il ricorso al Tribunale amministrativo.
Cristina Orsini
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