Sicurezza
Bosi è il nuovo segretario del Pd
Con le votazioni di ieri ha superato i 90 delegati (ad Alberti 30) e si è di fatto aggiudicato la partita
PRATO. Tocca a Gabriele Bosi guidare il Partito Democratico nel prossimo triennio. Il congresso provinciale che fin dai primi circoli aveva visto una sua netta supremazia gli ha consentito con i risultati delle 8 “sezioni” di superare la soglia magica dei 90 delegati in assemblea provinciale e di potersi aggiudicare la corsa per la segreteria, ma fra i democratici crolla l'affluenza rispetto al 2010. Volendo dare peso alle statistiche si può dire che ogni 100 iscritti che tre anni fa parteciparono alla fase congressuale esprimendo un voto valido fra i due candidati di allora (Bugetti e Ciuoffo) ben 24 sono rimasti a casa. Facendo una comparazione coi circoli che hanno finora votato mancano all'appello 387 tesserati.
Bosi, che dovrà gestire un Pd fattosi coi fianchi più stretti ma non per questo diventato più sexy rimarca, ad ogni modo, un miglioramento rispetto alla bassa affluenza dei primi congressi di circolo: «Non è così bassa come poteva apparire all'inizio, siamo già sopra i 1.100 votanti. Le cose miglioreranno ulteriormente col congresso nazionale di novembre e le primarie di dicembre, che ci faranno tornare al centro dell'agenda politica e ci consentiranno di avvicinare molte persone nuove. Questa fase è stata un'iniezione di salute. Siamo tornati a frequentare il territorio e a raccogliere le proposte».
Ieri, ha vinto in 7 circoli sugli 8 al voto (Cafaggio, Coiano, Grignano, Montemurlo, Reggiana, Viaccia, Vergaio) lasciando allo sfidante Gabriele Alberti solo la soddisfazione di avere la meglio al nuovo circolo di San Paolo. Bosi si è portato in questo modo al 70,5% contro il 29,5% dell'avversario interno. In termini di voti assoluti il distacco è di 849 a 355. Mentre, per quanto riguarda la ripartizione dei delegati prevale per 107 a 30. Il vantaggio finale potrebbe essere anche più largo. Dei 12 congressi rimasti in calendario (oggi si vota a Iolo, S.Ippolito, La Pietà, Tobbiana, Bagnolo) solo Tobbiana dovrebbe sorridere ad Alberti, il candidato che fa riferimento a Civati. Tocca proprio a lui far presente quanto il partito abbia perso aderenti per strada: «Il livello di partecipazione non può rendere felici - dice Alberti- È responsabilità del livello nazionale che è stato poco capace di proporre scelte adeguate dal giorno dopo le elezioni politiche». Dal canto suo, visto che raggruppava solo una delle 4 componenti del partito, il 29,5% racimolato non gli vale il posto da segretario provinciale, ma ha un peso.
Tuttavia, sul fronte maggioritario Bosi evidenzia che l'accordo fra renziani, franceschiniani e cuperliani sul suo nome sta producendo un esito coesivo se non di unità pura e semplice fra la base: «Il consenso va oltre la somma delle correnti. Piuttosto, è il conferimento di un'altissima fiducia da una grande maggioranza». Inevitabile guardare alle amministrative del 2014, rispetto alle quali il neoeletto segretario vorrebbe in prima istanza tentare la via del candidato unitario Pd nelle primarie di coalizione per il candidato sindaco: «Al momento non c'è alcun ragionamento né alcun collegamento con le mozioni discusse al congresso, ma la grande maggioranza degli iscritti ci chiede una soluzione d'unità per le Comunali».
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