Sicurezza
Prato, tutti pazzi per i cantucci al cioccolato di Mattonella
In cinque ore sono state vendute 350 confezioni. Tanti pratesi sedotti dalla inedita confezione rossa
PRATO. La più mattiniera è stata Stefania, cliente affezionata che alle 8 in punto è stata omaggiata con una sorpresa preannunciata attraverso la pagina Facebook del negozio: un portachiavi a forma di cantuccio per il primo acquisto di giornata che ha già fatto storia. Buoni i cantucci al cioccolato fondente appena sfornati, avvolti nella confezione rossa nuova di zecca e subito portati a casa. Passano cinque ore e alle 13, l’ultima golosità di casa Mattei aveva già conquistato il palato di centinaia di pratesi. Il ghiotto biscotto in onore dei 155 anni del biscottificio di via Ricasoli è andato letteralmente a ruba: in mattinata sono stati venduti 350 pacchetti rossi tra grandi e piccoli, quasi 140 chili di biscotti che hanno fatto il fumo a metà giornata.
«Sono stati venduti 200 confezioni da mezzo chilo e 150 da 250 grammi – racconta Marcella Pandolfini, titolare dello storico biscottificio insieme a Elisabetta, Letizia e Francesco - . Un bilancio più che lusinghiero che va ben oltre le più rosee previsioni. Tanti i pratesi che si sono presentati in negozio perché avevano appreso la novità sui giornali, tanti anche quelli che, pur non sapendo nulla, sono rimasti incuriositi dal pacchetto rosso e hanno voluto provare il nuovo gusto. E’ piaciuta molto anche la tonalità vivace di rosso della confezione ».
Nel negozio si è registrato un bell’affollamento e tanti si sono messi in coda col numerino e il desiderio di addentare con il nuovo biscotto. Tra loro anche Alfredo Dolfi, titolare del Caffè Buonamici, che non ha voluto perdersi la nuova specialità: «La famiglia Pandolfini sa come essere all’avanguardia pur rimanendo nella tradizione», è il suo commento mentre c’è chi come Andrea Bassani, dopo aver fatto scorta di biscotti, non ha dubbi sulla nuova ricetta. «Mattei è sinonimo di storia e gusto. Ora che fanno anche i cantucci al cioccolato, non importa più che debba salire a Migliana per comprarli…»
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