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Prato

Patente garantita con l’auricolare

Patente garantita con l’auricolare

Blitz della Polstrada durante i test alla Motorizzazione civile: un candidato di Prato aveva nascosto il cellulare nelle mutande

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PRATO. Ormai, un vero business. E come sempre avviene in questi casi, c’è chi è stato pronto a gettarsi a capofitto nell’affare per approfittare di questa vera e propria gallina dalle uova d’oro rappresentata dalle centinaia di nuovi immigrati che ogni anno arrivano nella nostra provincia e in quelle limitrofe.

Tutte persone che non parlano una parola d’italiano ma desiderose di conseguire la patente di guida e a cui le organizzazioni criminali offrono chiavi in mano l’intero pacchetto per superare senza problemi l’esame teorico: dall’auricolare invisibile da inserire nell’orecchio, al suggeritore collegato via cellulare per rispondere alle domande del quiz.

Un servizio che per mille-duemila euro aveva acquistato anche il 35enne cinese residente a Prato che giovedì mattina è stato colto sul fatto dagli investigatori della Polizia stradale nell’aula degli esami della Motorizzazione civile di Pistoia.

Ad essere denunciato per truffa assieme a lui, anche un 40enne pakistano, l’intermediario tra il cliente e l’organizzazione che lo aveva accompagnato a Pistoia con il compito di comunicare al suggeritore quando la prova sarebbe iniziata.

Gli investigatori in borghese della Polstrada di Pistoia si sono mimetizzati tra i candidati presenti nell’aula esami di via Ciliegiole proprio in seguito alle segnalazioni arrivate dalla Motorizzazione circa la presenza sempre più frequente di esaminandi stranieri sorpresi a barare, soprattutto cinesi economicamente benestanti provenienti dalla provincia di Prato.

Per i cittadini extracomunitari, che possono aver difficoltà nella lettura delle domande, la Motorizzazione fornisce un paio di cuffie da utilizzare per farsi leggere il testo dei quiz della prova teorica.

Cuffie che giovedì mattina il 35enne cinese, dopo essersi nascosto un cellulare nelle mutande, ha utilizzato per nascondere la micro-auricolare bluetooth attraverso la quale il suggeritore gli forniva le risposte esatte alle domande che lui gli sussurrava al microfono.

Era stato il pakistano in attesa fuori dall’aula a comunicare al suggeritore il momento d’inizio dell’esame e, quindi, il momento giusto per chiamare il cellulare che il cinese aveva nascosto sotto i pantaloni, ma che certamente non poteva utilizzare per comporre un numero.

I poliziotti però hanno registrato tutto attraverso la cuffia fornita dalla Motorizzazione e alla fine della prova sono intervenuti bloccando sia il cinese che il pakistano.

 

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