Gioco
Il ministro Orlando invita i Comuni a potenziare gli argini dei fiumi
E’ intervenuto in Provincia a Prato su invito del Gruppo consiliare Pd e, pur consapevole delle scarse risorse stanziate dal Governo per ripristinare l’equilibrio idrogeologico ha invitato gli amministratori a spendere le loro scarse risorse valutando le priorità
PRATO. Sul caso Enac e la richiesta di ampliare la pista parallela dal disegno originario da 2 km a 2,4 km il ministro all'ambiente, Andrea Orlando si mette alla finestra. «Devono valutare gli enti locali, al momento non siamo stati investiti della questione perché non ci è stato sottoposto alcun progetto – ha precisato ieri sera subito dopo l'incontro del gruppo provinciale del Pd organizzato a palazzo Banci Buonamici – Solo successivamente ad una deliberazione interverremo con le valutazioni dell'impatto ambientale dell'opera».
Il ministro, invitato anzitutto come esponente politico di spicco dei democrats, ha anche annunciato la decisione del governo nell'ambito della legge di stabilità di stanziare su scala nazionale 30 milioni di euro per il dissesto idrogeologico e la possibilità di sbloccare circa 1 miliardo di euro per gli enti locali. Una risposta, a chi come il presidente della Provincia Lamberto Gestri gli ha chiesto di agire sulla spesa pubblica frenata dai vincoli del patto di stabilità, specialmente nella parte per gli investimenti: «Abbiamo assistito ad un calo progressivo delle risorse – è stato il lamento del presidente – Viviamo col paradosso di avere milioni di euro in cassa e di non poterli impiegare. Con l'ultimo evento meteorologico abbiamo scampato il disastro, ma dobbiamo riuscire a fare uno sforzo per gli investimenti lungo le assi dell'Ombrone. Altrimenti, non saremo in grado di garantire ai cittadini che non ci saranno nuovi problemi». Per sanare i danni dell'ultima emergenza a livello regionale sono arrivati 1,2 milioni di euro a fronte di 100 milioni di euro necessari per gli interventi.
Del resto, proprio il ministro Andrea Orlando ha riconosciuto la distanza enorme fra le risorse stanziate e quelle necessarie per ripristinare l'equilibrio idrogeologico in Italia. Cercando, però, di vedere il lato positivo della faccenda e dando un consiglio agli enti locali: «Secondo le autorità di bacino servirebbero 11 miliardi, 4 solo per far tamponare i casi urgenti. La legge di stabilità stanzia solo 30 milioni, ma sono 30 in più dell'anno scorso e contiamo di poterli aumentare. Ai Comuni mando questo messaggio: è preferibile in questo periodo finanziare il potenziamento degli argini dei fiumi piuttosto che rifare una piazza».
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