Sicurezza
Cessa l’attività tessile il lanificio Rexlane
Avrebbe compiuto cinquant’anni nel 2014. Il titolare: «Chiudo e pago tutti» In ponte ci sono progetti in altri settori di cui la proprietà, per ora, non parla
PRATO. A fine anno cessa l’attività il lanificio Rexlane. Per i diciannove dipendenti ancora legati all’azienda tessile è stato firmato un accordo di mobilità. Una parte dei lavoratori (dieci dal mese di maggio) ha già lasciato l’azienda e dal 2005, anno in cui il totale dei dipendenti era di 58, si è assistito a uno snellimento degli addetti del lanificio.
Rexlane a differenza di quasi tutte le aziende che hanno chiuso in questi anni nel distretto tessile ha garantito che non ricorrerà a concordati o alcuna procedura fallimentare ma che salderà i conti con tutti.
A chiudere sarà, tra l’altro, la produzione tessile e non la società Rexlane che (trasformata da spa in srl) continuerà ad essere attiva.
«Per me, come lo era per mio padre - riferisce l’imprenditore Luca Giovannelli, titolare della Rexlane - è stato prioritario cessare la produzione tessile mantenendo tutti gli impegni presi con tutti i nostri fornitori e dipendenti. Onorare gli impegni e pagare tutto e tutti era sostanziale. Per questo motivo abbiamo gradualmente lavorato per arrivare a cessare l’attività con meno traumi. Voglio inoltre sottolineare che Rexlane non chiude ma cessa l’attività tessile. E’ mia intenzione continuare a portare avanti le attività immobiliari e legate al settore dell’energia. Ho inoltre progetti di cui per il momento preferisco non parlare, in attesa che si concretizzino, su cui sto lavorando».
Il lanificio Rexlane avrebbe compiuto 50 anni nel 2014 ma non potrà spengere le candeline. «Ho ritenuto di prendere questa decisione per svariati motivi. In parte legati alle difficoltà del tessile e, come detto, alla volontà di onorare tutti gli impegni. Non so se andando avanti avremmo potuto avere come Rexlane le risorse per farlo. Il settore da anni non sta dando risultati nonostante il lanificio sia stato una delle realtà più importanti del distretto. Poi ci sono motivi personali e legati ai progetti che ho in ponte: mi sono capitate delle opportunità che ho deciso di cogliere anche perché comunque tra qualche anno, avendo due figlie che hanno scelto percorsi diversi, avrei dovuto fare i conti con l’assenza di un ricambio generazionale».
Ilenia Reali
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