Sicurezza
A Prato classi con solo studenti cinesi che non conoscono l’Italiano
Il sottosegretario Gabriele Toccafondi ha visitato gli istituti Dagomari, Marco Polo, Mascagni e Don Milani: Ho voluto toccare con mano come viene affrontato il problema dell’integrazione. Ma i mediatori culturali sono pochi e le strutture spesso non adeguate
PRATO. "A Prato oltre 7000 studenti, uno studente su cinque, è straniero ed è la prima provincia in Italia, con il 18%, per tasso d'incidenza di studenti stranieri sul totale degli iscritti. Ho visto che l'integrazione è possibile e quando c'è, porta ricchezza. E' possibile se vi è una vera cooperazione tra tutti i soggetti interessati e se al centro del processo c'è lo studente e la sua crescita". Lo ha dichiarato Gabriele Toccafondi sottosegretario del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, che oggi, venerdì 25 ottobre, ha visitato alcuni istituti Prato, insieme al vice presidente e assessore regionale Stella Targetti, alla vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi, l’assessore provinciale Ivano Menchetti, l'assessore comunale Rita Pieri e Giorgio Silli assessore comunale alle Politiche d'Integrazione.
Questi i numeri delle scuole visitate: all'Istituto Comprensivo Marco Polo su 850 allievi il 70% è straniero; sui 1200 iscritti nell'istituto comprensivo Mascagni 490 sono di origine non italiana; alla "Don Milani" invece sono 360 su 1200; per l'istituto tecnico Dagomari invece su 910 iscritti 476 sono stranieri il 52,3%.
''Nella mia visita, in alcune scuole della città, ho voluto conoscere e toccare con mano come viene affrontato il tema dell'integrazione. Le criticità e le difficoltà ci sono - ha premesso Toccafondi - alcuni classi, soprattutto prime delle superiori, sono formate completamente da studenti cinesi che non conoscono l'italiano, perché da poco arrivati in Italia. Inoltre, ci sono pochi mediatori culturali, pochi laboratori linguistici e in alcuni casi strutture non adeguate. Ma quando studenti, docenti ed enti locali collaborano si può avere una reale integrazione interculturale, attraverso la quale si accoglie, si integra e si dà un successo scolastico ai ragazzi. Sono nati infatti protocolli d'intesa tra i soggetti coinvolti, nascono rapporti proficui con le comunità locali straniere per aiutare l'integrazione, le scuole sono dei veri e propri laboratori d'integrazione, dove si cambia la didattica garantendo a tutti di crescere e di imparare".
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