Il Tirreno

Prato

Un genitore protesta: «La Cap non passa e mio figlio arriva a scuola in ritardo»

E’ già la seconda volta che accade dall’inizio dell’anno scolastico. La battuta: «Ma Cap vuol dire Conviene Andare a Piedi?»

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PRATO. Un genitore, Stefano Pastacaldi, ha inviato una lettera alla redazione del Tirreno per segnalare un disservizio della Cap nei collegamenti scolastici. Ecco il testo: «Quando ero adolescente, circolava nella mia compagnia, una satira sul significato dell' acronimo Cap : Conviene Andare a Piedi. Oggi che adolescente non sono più, ma che ho un figlio adolescente, devo constatare che quella satira è più che mai attuale perché anche se viviamo in tempi di certificazione di qualità, sono frequenti i casi in cui le corse per le quali i cittadini pagano salati abbonamenti, vengano soppresse senza preavvisi, sostituzioni nè tantomeno rimborsi, lasciando negli sbigottiti utenti un misto di rabbia e rassegnazione. E' già la seconda volta, dall' inizio delle lezioni, che mio figlio arriva in ritardo a scuola perchè l' autobus del "servizio" scolastico Cap non passa e affidandosi alla vecchia ma sempre valida satira, si incammina verso la scuola. Da conversazioni con altri genitori ho saputo che questa situazione è frequente ogni anno e che molti pur senza trovare il tempo e la voglia di protestare sono decisamente arrabbiati. Domando ai dirigenti Cap volete che la vostra diventi una azienda di servizi oppure vi interessa solo il costo dell' abbonamento, no perchè ...... nel secondo caso davvero, Conviene Andare a Piedi ».

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