Lutto
Prato, il Movimento 5 Stelle si prepara a restringere la rosa degli aspiranti sindaco
Nuovo incontro per esporre le proprie idee. Venerdì 25 ottobre si vota per passare da 5 a 2 candidati
PRATO. Partecipazione, piste ciclabili, centri di riciclo e l'ipotesi di una rivoluzione nella gestione del campo nomadi. Il MoVimento 5 Stelle così si prepara al voto di venerdì 25 ottobre (dalle 17 alle 21), nel quale si restringerà a due la rosa di nomi da sottoporre alle primarie aperte ai cittadini il 16 novembre per la scelta del candidato sindaco.
Nella seconda graticola i 5 candidati pentastellati (Alongi, Baldi, Barosco, Pagliai, Pecchioli) si sono misurati sui loro cavalli di battaglia. Hanno così scongiurato di finire sotto tiro dal pubblico come era accaduto appena una settimana fa. Destinata a far discutere, indubbiamente, è l'idea di Gabriele Pecchioli di trasformare i campi nomadi in aree campeggi vere e proprie: «Non possiamo cacciare i rom, perché essendo comunitari per loro non può valere l'espulsione – ha spiegato alla platea di attivisti –. Il Comune può, tuttavia, far valere il proprio regolamento sull'occupazione del suolo pubblico e allestire aree in cui chi staziona paghi come se stesse in un campeggio qualsiasi».
È la richiesta di un contributo che in parte ricalca quella dell'assessore all'integrazione Giorgio Silli, che nell'ottobre 2009 propose di far pagare con un ticket di un euro al giorno chi vive nelle roulotte. Qualora i grillini dovessero prendere il controllo della città su questo tema e sugli altri punti programmatici, comunque, sarebbero i pratesi ad avere il diritto di scelta. Ad assicurarlo è Daniele Baldi: «Siamo stufi delle decisioni calate dall'alto e della partecipazione finta. Il forum sul sito del Comune è fermo da tre anni. Non deve essere il sindaco a decidere cosa fare per la città, ma deve ascoltare i cittadini. Per questo io farei i consigli comunali direttamente in piazza».
I tratti della Prato del quinquennio 2014-2019 sono di un luogo improntato alla “mobilità integrata” e all'occasione di sviluppo creata dall'industria del riciclo: «Sul modello di Vedelago possiamo costruire un impianto ad hoc, che ci consentirebbe di attuare la politica dei rifiuti zero e di salvare plastica e lattine, rivendendole come materie prime – ha spiegato Fausto Barosco –. Con i soldi guadagnati potremmo a quel punto costruire una vera rete di piste ciclabili che non si limiti a collegare il centro a Pratilia, ma che dia la possibilità di scegliere il mezzo per andare a lavoro la mattina”. Non manca la bandiera della salute ambientale in senso stretto, brandita da Adriana Pagliai che ha ricordato la battaglia contro l'inceneritore di Baciacavallo, auspicando indagini epidemiologiche più mirate e di interrare i piloni dell'alta tensione troppo vicini alle abitazioni alle Fontanelle.
Sempre da Pagliai è arrivato l'auspicio di smantellare le società partecipate controllate per intero dal Comune: Asm e Sori le candidate naturali. Mentre, è stato Paolo Alongi a raccontare le potenzialità dell'informatizzazione nella pubblica amministrazione: «Con l'Opendata il prossimo sindaco potrebbe monitorare l'andamento dei consumi energetici per ogni quartiere».
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