Il Tirreno

Prato

Fattoria di Ponzano: «Dimora di disperati e patria dell’incuria»

di Alessandra Agrati
Fattoria di Ponzano: «Dimora di disperati e patria dell’incuria»

Una volta nell’aia giocavano i ragazzini di tutto il quartiere Oggi è un riparo per i senzatetto e gli abitanti protestano

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PRATO. Difficile immaginare che la fattoria di Ponzano, all’incrocio con via Ferrucci, appena cinquant' anni fa fosse in piena attività, con campi coltivati, un’aia enorme e tanti animali nelle stalle. Difficile perché oggi è diventata un luogo di degrado: muri cadenti, finestre sprangate, cancelli arrugginiti e le poche piante rimaste completamente abbandonate.

«Oltre al disagio di vedere questi ruderi a un ingresso qualificato della città – segnala Paolo Migliori – il luogo è diventato un ricettacolo di immondizie varie: rovi, erbacce, ratti, serpi e rifugio di disgraziati che lo frequentano per avere un tetto sulla testa, con l'alta probabilità che a breve cada loro addosso».

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La zona intorno al tribunale, prima che venisse aperto il viale della Repubblica, era a vocazione rurale. Oltre alla fattoria di via Ponzano, non lontano dall’attuale scuola di S. Gonda, c'era una bellissima casa colonica, dove i ragazzini del tempo andavano a prendere l'acqua fresca d’estate attingendola direttamente dal pozzo.

Prima della lottizzazione legata alla costruzione del tribunale, parte dell’edificio di Via Ponzano è stata demolita, come pure un antico chiesino, per far posto a Viale della Repubblica, ed è stata rimpiazzata dagli attuali palazzi. L'unico ricordo di quella toponomastica rimane la fattoria di Ponzano, che era formata da una stalla, un'enorme aia di cui si intravede ancora il perimetro, e due case coloniche, una del mezzadro, l'altra del fattore.

Appartenuta alla famiglia Ciampolini, che nella zona aveva altri possedimenti, ora la struttura è completamente abbandonata. I catenacci sui cancelli non hanno spaventato i senza fissa dimora in cerca di un riparo: una parte sono stati rimossi e le porte forzate per entrare.

Eppure la struttura esterna conserva ancora un certo fascino, oltre a rappresentare un pezzo di storia cittadina. Una porzione del vecchio complesso è stata utilizzata per costruire villette a schiera, ma il resto, di proprietà degli eredi, sembra non trovare una giusta collocazione. Gli abitanti della zona chiedono però di trovare una soluzione, non solo per una questione estetica, ma anche per la sicurezza del quartiere.

fattoria

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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