Il dolore
Bocciato l’allungamento della pista
Coro di no alla proposta di Enac per l’ampliamento dell’aeroporto. Gestri: «Devastazioni ambientali inimmaginabili»
PRATO. Enac continuerà ad impuntarsi nel volere l'allungamento a 2400 metri della nuova pista di Peretola, Prato salirà sulle barricate.
Non ha cambiato le carte in tavola l'incontro di ieri pomeriggio, convocato dal sottosegretario Erasmo D’ Angelis al ministro delle Infrastrutture.
Il direttore Enac Alessandro Cardi ha infatti riproposto le posizioni contenute nelle Osservazioni al pit nelle quali si sostiene che per utilizzare gli aerei del tipo Airbus 320 e 32, la pista di due chilometri non basta.
Si tratta di una situazione delicatissima nella quale la battaglia degli enti locale, dei comitati dei cittadini, che da sempre si oppongono al progetto di pista parallela-convergente in direzione della Firenze Mare, Prato in primis, tutta la piana, la contrarietà netta manifestata, in questa occasione, dalpresidente della Regione Enrico Rossi che sul suo profilo Facebook ha ribadito il concetto: «La pista dell'aeroporto o sarà di 2000 metri o non sarà; come d'altra parte avevamo concordato con Enac, la quale ci aveva pure scritto che quella lunghezza andava bene», rischiano di infrangersi contro un muro: il progetto di sviluppo dell'aeroporto di Peretola infatti entra tra le grandi opere di interesse nazionale che viaggiano su un binario di norme parallelo: se il progetto di Enac venisse accettato a Roma scavalcherebbe qualsiasi tipo di pianificazione territoriale.
Spara a zero il presidente della Provincia Lamberto Gestri, contrario sia alla pista di due chilometri sia a quella più lunga di 400 metri, che parla di «arroganza di Enac» e di «devastazioni ambientali inimmaginabili».
«Enac - continua Gestri - ci ha fornito una documentazione risibile e assolutamente incompleta di quello che si vuole fare. Non credo quindi possa aver né la credibilità né le pretese di imporsi».
Allarmato anche il consigliere regionale Fabrizio Mattei tra i pochi esponenti Pd ad aver bocciato fin da subito il progetto "oversize" di sviluppo di Peretola: «Si conferma quanto ho sempre sostenuto - afferma - e cioè che l'idea è sempre stata quella di realizzare a Firenze un aeroporto nuovo che non potrà non entrare in conflitto con quello di Pisa. Si tratta di un errore grossolano e per due motivi - continua - per la situazione ambientale, visto che una pista tanto lunga e larga avrà un impatto enorme sull'intera piana e sui suoi abitanti e per lo sperpero di risorse: far nascere un aeroporto intercontinentale a Firenze significa decretare la morte di quello di Pisa».
No netto anche da parte del sindaco Roberto Cenni: «Un errore sia dal punto di vista ambientale sia di opportunità. Io credo che ormai il buon senso non stia più di casa nei salotti nei quali vengono decisi questi interventi. Resto della mia idea: è tutto sbagliato è tutto da rifare». Idem per il candidato segretario Pd Gabriele Alberti per il quale l'investimento sulla pista parallela "avrebbe invece dovuto essere fatto sui territori per rafforzare le infrastrutture».
È il gruppo Pd in consiglio comunale ad aver già protocollato le osservazioni sull’intervento sul quale Massimo Carlesi, presidente Pd non ha dubbi: «Da bocciare in primo luogo perché manda definitivamente in soffitta il progetto del Parco della Piana. Se poi Enac dovesse imporsi ed aumentare la lunghezza della pista, sarebbe un altro smacco per il presidente Rossi».
Nelle osservazioni il gruppo Pd, che boccia in maniera unanime l'intervento, sottolinea come il progetto nasca su un'area già densamente abitata e urbanizzata e come il Parco agricolo ne venga fortemente ridimensionato a causa della pista «che sottrae 110 ettari al parco, che ne stravolge il sistema idrogeologico con il prosciugamento dello stagno di Peretola». Sul fronte pratese il Pd sostiene che «i decolli e gli atterraggi su Prato , effettuati a bassa quota, avranno pesanti ricadute in termini di inquinamento acustico, qualità dell'aria e sulla sapute dei cittadini». Un passo lo dedicano ai costi: «Talmente alti da sottrarre risorse agli investimenti necessari per le infrastrutture d'area metropolitana». Proprio su questo fronte il gruppo Pd chiede che vengano potenziati i collegamenti stradali e ferroviari con l'aeroporto di Pisa.
Cristina Orsini
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