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Prato

“Prato non deve chiudere” verso il bis

“Prato non deve chiudere” verso il bis

Il presidente di Confartigianato Imprese Prato, Andrea Belli, invita a ripetere l’iniziativa a cinque anni dall’evento

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PRATO. Erano in duemila a sorreggere quello striscione lungo un chilometro su cui era scritto “Prato non deve chiudere”. Un’immagine diventata il simbolo della mobilitazione del distretto tessile contro una crisi che si è tanto messa d’impegno per far scomparire questo settore fondamentale per l’ossatura economica della città senza, tuttavia, riuscire ad avere la maglio: non solo il distretto non ha chiuso, ma appare più che mai intenzionato ad agganciare una ripresa, che i ben informati dicono non tarderà ad arrivare. Il 28 febbraio 2014 saranno passati 5 anni da quell’indimenticabile giornata, la cui eco potrebbe rivivere in un grande evento celebrativo.

La proposta è stata lanciata dal presidente di Confartigianato Imprese Prato, Andrea Belli, il quale ha spiegato perché «la ricorrenza dell’avvenimento di “Prato non deve chiudere» non può passare sotto silenzio”. «Vorrei cogliere quest’occasione per organizzare un altro evento che riporti l’attenzione su Prato – spiega – è vero che nel frattempo non siamo passati dall’inferno al paradiso, ma non abbiamo nemmeno chiuso come invece si temeva. Credo sia giusto far passare questo messaggio e cavalcare l’onda della ripresa, i cui segnali sembrano essere veri». Approfittare della ricorrenza per parlare di Prato è l’idea di partenza, concretamente si svilupperà in una giornata in cui saranno protagonisti personaggi del panorama economico-nazionale. «Ancora qualche mese prima di diventare presidente degli artigiani di Confartigianato, mi era venuto in mente di invitare in città Oscar Giannino, ma dopo la sua discesa in politica e la scoperta delle lauree mai conseguite, ho cambiato idea – ammette - si tratta di individuare un’altra persona con le competenze economiche e l’autorevolezza necessarie».

L’appello di non lasciarsi sfuggire quest’occasione è rivolto a tutta la città, affinché «si prepari a intercettare la ripresa in corso». «Siamo pronti a ripartire, anche se la legge di Stabilità ci ha profondamente delusi», aggiunge puntando il dito contro l’intervento sul cuneo fiscale, il cui taglio «si è ridotto a qualcosa di ridicolo - dice – così tanto da essere stato giudicato un provvedimento inconsistente, sia dai sindacati che dalle associazioni datoriali». Belli auspica che questa coesione possa tradursi in manifestazioni territoriali ai fini di «far pesare nel dibattito in corso, durante il periodo di conversione della manovra in legge, l’opinione negativa di tutti» . Su un altro punto Belli chiede di spingere l’acceleratore: il regolamento sul “Made in”. «Il voto della Commissione mercato interno e protezione dei consumatori del parlamento europeo a favore del “made in” è un passo in avanti notevole – afferma il presidente degli artigiani – ma per coglierne i frutti è importante che questo percorso si concluda prima delle elezioni europee dell’anno prossimo, altrimenti il rischio è di dover ricominciare daccapo».

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