La protesta
La provocazione di Morganti: orgoglioso di essere un coglione
L’europarlamentare rievoca i burrascosi rapporti con Denis Verdini e, di fronte al dilemma se essere colluso o coglione, sceglie la seconda opzione
PRATO. Claudio Morganti, europarlamentare indipendente dell'Eld, ha guardato con attenzione la trasmissione di Milena Gabanelli su Rai 3 nella quale è stato ricostruita l'ascesa politica, economica, gli affari e i mille contatti del senatore e patron della nuova Forza Italia Denis Verdini. E si è ricordato di un episodio: «Di quando - racconta - Verdini mi minaccio durante una telefonata di stroncarmi la carriera poltica». Anni Duemila, precisamente il 2005. Quando infuriava a Firenze la battaglia per le regionali che fini con il mandato bis per Claudio Martini.
"La lega Nord della quale allora facevo parte - ricorda Morganti, oggi eurodeputato Eld - sosteneva la rielezione di Roberto Caverni (ex consigliere regionale di Forza Italia poi passato all'Udc ndr) che era stato un ottimo consigliere regionale come oggi fa molto bene l'assessore. Solo che Verdini voleva che al suo posto entrasse Alberto Magnolfi, un personaggio che a nostro avviso era impresentabile a causa dei trascorsi con la magistratura che aveva avuto».
La battaglia delle lega Nord in quell’occasione fu dura e probabilmente anche con qualche "colpo basso": «Proprio io - continua Morganti - organizzai un volantinaggio nel quale assieme ad altri distribuii volantini nei quali c'era l'immagine di Magnolfi e la scritta "Eccoli di nuovo i tangentari" o qualcosa del genere». Di sicuro La lega di Morganti non fece un gioco di fioretto che scatenò - a suo dire - la reazione proprio di Verdini. «Mi telefonò minacciando di stroncarmi la carriera se avessi proseguito. Io proseguii e mi trovo qui».
«Per non parlare, poi, di quelle dichiarazioni dell'onorevole del Pdl dove esprimeva il desiderio di impacchettarmi - continua - per togliermi dallo scenario politico toscano o di quando tappezzai la Toscana con i manifesti con la scritta "Pd-Pdl, due facce della stessa medaglia”. D'altronde - conclude Morganti - come dichiara l'ex commercialista di Verdini, o si è collusi o coglioni… Io sono orgogliosamente un coglione…».
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