Il dolore
«Il sistema ha retto, ma la sfida è aperta»
In provincia si contano i danni delle piogge di lunedì. Presto nuovi lavori lungo l’argine dell’Ombrone
PRATO. Il sistema idrico ha retto, la quantità di pioggia caduta lunedì mattina avrebbe potuto causare molti più danni se non si fossero fatti i lavori alle casse di espansione dell'Ombrone.
L'assessore provinciale all’ambiente Stefano Arrighini è convinto di aver imboccato la strada giusta, anche se esistono ancora criticità, soprattutto in Val di Bisenzio. «Il primo stralcio dei lavori che comprende l'intervento a Querciola - dice - è in dirittura di arrivo, è necessario fare anche il secondo, a breve avremo un incontro in Regione per definire meglio il progetto che prevede una cassa d'espansione di 350 mila metri cubi di acqua».
Intanto si è conclusa la gara di appalto che aggiudica, seppur in maniera provvisoria, i lavori per il ripristino dei dissesti causati nel marzo scorso e che hanno interessato 26 diversi punti lungo l'argine dell’Ombrone e dei suoi affluenti principali e che assegna risorse per circa un milione di euro, in parte finanziata dalla Regione Toscana.
È invece ancora in fase progettuale il consolidamento sulla riva sinistra del Calice nel tratto a valle dell'Autostrada A11 (include il tratto del canile municipale), in appalto al Genio civile di Pistoia. In Val di Bisenzio sono due i punti critici; Gamberame e Usella dove verrà realizzato un rinforzamento degli argini. Del resto nel giro di otto mesi le aziende hanno subito due allagamenti. Per Gamberame, invece, la situazione è più complessa in quanto esiste un riflusso da parte del fiume, quindi per ora non sono progettati lavori; gli abitanti si devono rassegnare.
Ancora più complicati gli interventi per la messa in sicurezza della montagna. «Le frane – spiega Arrighini – sono un fenomeno subdolo, difficilmente contenibile e prevedibile, tuttavia stiamo lavorando anche su questo fronte; abbiamo stanziato 70 mila euro per il comune di Vaiano, 65 per Vernio e altri finanziamenti per la frana di Migliana. Prosegue anche il monitoraggio insieme a Prato Ricerca sulle zone più critiche per poi stendere una mappa e cercare di pianificare gli interventi».
Tanta acqua in poco tempo stressa il territorio, purtroppo le criticità si susseguono a un ritmo eccessivo. «Non abbiamo ancora ottenuto i rimborsi per l'alluvione di marzo e ora siamo nuovamente a conteggiare i danni. Bisognerebbe poter contare su interventi più rapidi e una politica nazionale di tutela del territorio».
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