Il Tirreno

Prato

Alberti a Bosi: rottamiamo i dinosauri. La risposta: prima di tutto l'unità

di Carlandrea Poli
Alberti a Bosi: rottamiamo i dinosauri. La risposta: prima di tutto l'unità

Congresso Pd di Prato, il civatiano resta indietro e tende una mano al competitor per un patto di generazione. Il rivale rilancia puntando a un superamento degli steccati

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PRATO. Un patto generazionale e un segnale ai renziani. Sono le due suggestioni di Gabriele Alberti in piena campagna congressuale: «A Bosi dico, insieme possiamo rottamare i dinosauri del partito dopo il congresso» è il messaggio che fa recapitare all'altro candidato alla segreteria. La maratona dei delle assisi di partito nei circoli entrerà nel suo culmine in questo week-end con 16 consultazioni fissate in calendario fra sabato e domenica.

I risultati provvisori dei congressi. Lunedì 21 ottobre, a San Giusto e Tavola si è confermato il trend favorevole all'ampia coalizione che sostiene Gabriele Bosi al congresso provinciale. Il risultato è stato rispettivamente di 21 a 3 e 16 a 7 nel voto degli iscritti, favorendo un doppio 2 a 0 nella conta dei delegati. Dopo 6 consultazioni il consenso raccolto da Bosi è del 68,7% degli iscritti, mentre ad Alberti (vicino a Civati) va il restante 31,3%. Su un totale di votanti piuttosto modesto: 180 finora. Sinonimo di un calo drammatico del Pd: la conta delle tessere, in tutta la provincia, è appena sopra i 1.000, poco meno della metà del 2012.

La proposta di Alberti. Avendo come presupposto, probabilmente, che la sua candidatura stia registrando ancora più difficoltà che sulla carta a decollare, Alberti prova a svoltare con un cenno di apertura al suo concorrente e di rottura che non esita a definire di natura “renziana” verso l'establishment del partito: «Il dato del tesseramento è deludente. È uno scollamento iniziato in tutta Italia dalla faccenda dei 101 franchi tiratori contro Prodi in poi. Qua a Prato abbiamo, inoltre, una classe dirigente che malgrado abbia fallito continua ad essere predominante nelle scelte. Nei circoli, negli incontri i militanti ce lo stanno dicendo: se avremo dietro ancora quelli che ci fecero perdere nel 2009 verremo nuovamente battuti».

È questa analisi che fa coltivare ad Alberti una strategia della mano tesa a Bosi nel nome del rinnovamento: «Vorrei un patto generazionale per sederci insieme nelle prima fila del partito, mandando gli altri nelle seconde e terze file». Sulla collaborazione in nome dell'età, Alberti fa capire di crederci davvero: «Dico ad ogni dibattito, se vinco chiederò una mano a Bosi altrimenti mi metterò a disposizione. Non farò come Ciuoffo, che dal primo giorno decise di andare sull'Aventino».

Alle vecchie glorie democratiche formula un invito: «Dovrebbero seguire l'esempio di Benedetta Squittieri, l'unica a prendersi le responsabilità dimettendosi da segretaria dopo la sconfitta alle comunali». Sembra di sentir parlare un discepolo della rottamazione e pur essendo civatiano, Alberti conferma: «Sono d'accordo con Renzi. Non possiamo avere ancora dei D'Alema o dei Franceschini a dettare la linea».

È un'apertura che si può facilmente decrittare: fra i fan del sindaco di Firenze qua a Prato si annidano i maggiori malumori per le larghe intese di partito. Verso di loro il messaggio è di una chiarezza cristallina: «Dietro Bosi ci sono sensibilità difficilmente conciliabili. Penso alle primarie, all'impostazione del partito e trovo che ci sia molta più vicinanza fra renziani e civatiani».

La risposta di Bosi. A stretto giro di posta arriva la replica di Gabriele Bosi ad Alberti.  «Sono sorpreso dalle parole di Alberti: abbiamo una città alle prese con la crisi profonda del distretto e la gestione di flussi migratori straordinari; una comunità che attende risposte concrete su lavoro e prospettive; la risposta non può essere una nuova stagione di liti e contrapposizioni interne. Io dico basta a una continua ricerca del nemico interno, basta con una politica piegata solo su se stessa, basta con liti e divisioni che non interessano a nessuno e ci indeboliscono. Dal passato bisogna imparare e ciascuno farebbe bene a riflettere su se stesso prima di criticare gli altri. Dividerci ancora sarebbe un grave errore, e non è con una nuova stagione di rancori interni che riavvicineremo iscritti ed elettori».


Gabriele Bosi propone un patto divero: «Se sarò segretario voglio unità del partito, non falso unanimismo, ma unità vera fondata su un Pd impegnato, ognuno con le sue idee, a dare risposte alla città e non piegato su se stesso. La mia è una candidatura di rinnovamento, nella candidatura e nella squadra, e mi impegnerò per un partito capace di costruire un progetto nuovo e credibile per la città che affronti i problemi e cerchi le soluzioni, con una classe dirigente costruita sul merito e non sulle appartenenze. Siamo ancora all'opposizione a Prato e siamo al minimo storico del numero di iscritti».

«È il momento di cambiare passo: rinnovamento - conclude - è prima di tutto invertire questa tendenza, riscoprire la politica come condivisione di un impegno. Possiamo farlo insieme: chi, come Alberti, ha avuto ruoli di responsabilità rilevanti nel partito negli ultimi anni e chi, come me ed altri, ha dato il proprio contributo al partito e nel territorio. E' il tempo dell'unità e del cambiamento. Serve un passo nuovo e uno sguardo oltre il proprio piccolo recinto. Io mi batto per questo».
 

 

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