Il Tirreno

Prato

Imu, una seconda rata da 43 milioni

di Cristina Orsini
Imu, una seconda rata da 43 milioni

Sul grande caos dei nuovi balzelli invece il Comune naviga a vista. Ballerini: «Aspettiamo che qualcuno ci spieghi la Trise»

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PRATO. Tasse vecchie e nuove: è caos totale. L’unica cosa certa, per i pratesi, è che la seconda rata Imu, l’imposta sulla casa, il cui pagamento si avvicina a grandi passi - la scadenza per ora è fissata al 16 dicembre - sarà molto dolorosa. Bisognerà infatti pagare il tributo aumentato dello 02 per mille (su decisione del Comune l’aliquota è passato dallo 0, 76 allo 0,96 per tutti gli immobili non prima casa) ma applicata sull’intero anno. Quindi in bolletta verrà calcolato anche il conguaglio della prima rata. Insomma un salasso.

Esenti dal pagamento - come accaduto per la prima rata - le prime case. Almeno così sembra. L’assessore al Bilancio Adriano Ballerini e il ragioniere capo Davide Zenti, nonostante i conti siano stati fatti senza quella voce, sono ancora in attesa della legge che ne sancisca una volta per tutte l’eliminazione. C’è, ma è entrata nel grande contenitore della legge di stabilità che inizia oggi l’iter parlamentare in Senato per concludersi chissà quando.

Bollette salate, si diceva. Con la prima rata Imu i proprietari di seconde case, imprenditori, artigiani commercianti, esercenti, albergatori e commercianti hanno versato al fisco qualcosa come 21 milioni di euro. «Di questi - spiega Giovanni Luchetti, presidente di Sori, la partecipata che ha la delega ai conti e all’incasso Imu - ne sono stati versati 18 con un incremento dell’evasione rispetto all’anno scorso, dell’uno per cento».

Ben diversi i numeri della prossima bolletta: con la rivalutazione e il conguaglio i milioni da versare saranno poco meno di 43, ovvero poco più del doppio. Se poi si confronta la seconda rata Imu di quest’ anno con quella dell’anno scorso (con la quota per la prima casa, pari a 15 milioni già eliminata) si vede che il salto è notevole: sono stati 29 milioni e 800 mila euro nel 2013, saranno, come detto, circa 43 nel 2013 con un incremento secco di 13 milioni e spiccioli.

Il Comune per far quadrare un bilancio difficilissimo, approvato alla fine di luglio, con trasferimenti ridotti all’osso (passati nell’arco di 4 anni da 51 a 10.12 milioni), con un cospicuo pacchetto di milioni - i 18 una tantum della gara del gas - mai entrati nella casse, si è trovato a dover far fronte a un “buco” di quindicina di milioni che solo l’aumento di due punti di Imu avrebbero potuto colmare. E così è successo.

Sul fronte delle nuove tasse: la Trise che si articola in due componenti, la prima, a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti urbani, Tari (ex Tia) e la Tasi che assorbirà il costo dei servizi indivisibili dei comuni (ex Tares), il Comune di Prato come d’altromde tutti gli altri Comuni italiani, naviga a vista.

«Aspettiamo di capire - è la battuta dell’assessore al Bilancio Adriano Ballerini - se chi ha scritto la legge riesce a decifrarla oppure no. Non ci mettiamo di certo ora nè a fare ipotesi nè tantomeno a fare conti, visto che la legge deve ancora andare in Parlamento e dovrà fare i conti con chissà quanti emendamenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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