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Alba di paura, rabbia e fango all’Isola

Alba di paura, rabbia e fango all’Isola

Le case sono state allagate a causa di un gorile. Sotto accusa le chiuse che non vengono regimentate

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VAIANO. Un' alba di paura per gli abitanti dell'Isola, alle 4,30 le abitazioni del piccolo borgo sono state completamente allagate dall'acqua non del Bisenzio, ma del gorile che scorre più a monte rispetto al fiume. Acqua, fango e tanta rabbia, è la seconda volta che le chiuse della gora non vengono regimentate causando esondazioni. «Lo scorso anno i problemi sono stati limitati– spiega Riccardo Banci Buonamici –, questa volta l'acqua è entrata con violenza allagando gli scantinati e uscendo dalla parte opposta; i danni sono tanti, ma soprattutto ci preoccupa l' incapacità di affrontare la situazione da parte della società che ha in gestione le due turbine». Sotto accusa la Valbisenzio Energie. «Abbiamo avuto un problema con un albero che si è incagliato nella pescaia – spiega Aldo Marcchioni – appena siamo riusciti a disincagliarlo la situazione è tornata alla normalità, del resto ieri sera nulla faceva pensare che sarebbe successo questo disastro». Gli abitanti dell' Isola sono di un altro parere; il sistema delle chiuse non ha funzionato, è regolato a mano e quindi nessuno al momento opportuno ha alzato le chiuse. «Quando la fabbrica del Ciabatti era in funzione – spiega Riccardo Banci Buonamici – c'era una addetto che in caso di maltempo pattugliava il corso d'acqua pronto ad di intervenire, questa mattina nessuno si è mosso». In attesa di stabilire le responsabilità, il sindaco sta preparando un'ordinanza per la messa in sicurezza del sistema a carico di Valbisenzio Energie, gli abitanti si sono attrezzati con scope e secchi per cercare di ripristinare la normalità; nel giro di un'ora i locali a piano terra del borgo sono stati invasi da almeno 20 centimetri di acqua, poi è rimasto il fango che si è insinuato ovunque, creando danni su danni. Dalle sei della mattina fino a mezzogiorno le famiglie interessate hanno lottato contro il tempo per mettere in salvo scatoloni, armadi, vestiti, dopo ha ricominciato a piovere e si sono dovuti fermare. Ma la rabbia non è calata insieme alle acque; probabilmente faranno una richiesta di risarcimento a Valbisenzio Energie. Il problema è nato nella pescaia della Tignamica dove le acque non sono state regimate e quindi sono uscite all' altezza dell' abitato travolgendo per un centinaio di metri tutto quello che hanno trovato sul loro percorso; il coperchio in cemento armato di un tombino è stato scaraventato di almeno 40 metri. (a.a.)

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