Il Tirreno

Prato

Riccardo Mazzoni: “Il progetto Pratilia darà lavoro e sviluppo”

Il senatore Pdl parla di urbanistica “buona”: “Quella fatta solo nell’interesse della città” e quella “cattiva”: “Degli scheletri vuoti, tipica del centrosinistra”

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PRATO. Urbanistica buona e quella cattiva degli “scheletri vuoti”. Riccardo Mazzoni, senatore Pdl, parte dal progetto Pratilia per riaffermare che con il centrdoestra “le cose vengono fatte ma solo nell’interesse della città”. “Pratilia - scrive Mazzoni in una nota - che sta prendendo corpo accanto alla Declassata è un altro degli interventi della giunta Cenni per riqualificare l'assetto urbanistico della città. Si tratta di un progetto, va ricordato, che giaceva nei cassetti del Comune dal 2002, ma le amministrazioni di sinistra preferirono dare la precedenza al Parco Prato, con annessa Coop, in un'area dove pure era prevista la costruzione di una Cittadella dello sport”.

“Eppure la riqualificazione dell'area di Pratilia - continua - era di gran lunga più urgente, e l'attuale giunta non ha fatto altro, con grande lungimiranza, che attuare quanto previsto dal regolamento urbanistico con ricadute eccezionalmente positive sul territorio, a partire dalle quasi duecento assunzioni previste da Esselunga, che daranno una prima risposta alla grave crisi occupazionale del distretto. Con la stessa ratio - prosegue - è stata fatta la scelta di favorire lo sviluppo del commercio, (perché l'offerta di uffici direzionali è ormai inflazionata, e in questo particolare momento vanno incrementate tutte le attività in grado di creare lavoro) e di far sorgere la Torre-albergo. Prato ha infatti tutte le potenzialità per attirare un turismo di qualità, come si evince dalla mostra sul Rinascimento che sta avendo ricadute molto positive su molti esercizi del centro”.

“Con la perfetta sinergia tra i due Cenni – sindaco e assessore – l'era degli scheletri vuoti e dei progetti impossibili è dunque finita - conclude Mazzoni - Si guarda solo all'interesse della città. Basti pensare allo scampato pericolo del Polo fieristico nell'area ex Banci pianificato dalle precedenti amministrazioni, la cui planimetria prevista era il doppio esatto del Parco Prato, ma che era destinato a diventare una cattedrale nel deserto, vista la crisi strutturale di un settore che ha visto chiudere addirittura il Motor Show di Bologna. Come dimostra la vicenda Creaf, la sinistra pratese è purtroppo abituata a costruire contenitori costosissimi a spese dei contribuenti senza poi sapere cosa metterci dentro”.

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