Sicurezza
L’amministratore: «La crisi acuisce i dissidi»
Secondo Zinna (Zetacasa) il grado di tolleranza è diminuito anche a causa delle difficoltà economiche
PRATO. Tra le altre cose, la crisi, è anche causa di un aumento dei conflitti nei condomini.
Si litiga quasi sempre per motivi futili: scuotere tovaglie e tappeti dal balcone, il volume della televisione troppo alto, parcheggiare l’auto davanti al portone di un garage che non è il proprio, i rumori da calpestio e, non ultima, anche la morosità nel pagamento delle spese comuni.
Senza contare le tensioni legate alla convivenza tra culture ed etnie diverse per le quali scattano segnalazioni agli appositi sportelli d’ascolto del Comune o addirittura le denunce quando si arriva al limite della sopportazione a causa di una situazione diventata impossibile.
Nessuno lo sa meglio di un amministratore di condominio, che quotidianamente è abituato ad affrontare queste difficoltà. Secondo Massimo Zinna Di Zetacasa, amministratore di numerosi condomini a Prato e in provincia, «i conflitti in condominio sono aumentati perché è diminuito il grado di tolleranza».
«Difficile stilare una classifica delle ragioni delle liti - spiega - però si litiga molto di più perché a causa della precarietà del lavoro e della crisi che ne è conseguita, gli individui oggi sono sempre più sotto pressione e quindi meno tolleranti verso gli altri».
Persino la solidarietà tra inquilini dello stesso palazzo rischia di essere spazzata via dalla crisi che inasprisce i contrasti.
«Ci sono famiglie che attraversano periodi con gravi condizioni finanziarie e che non ce la fanno più nemmeno a vivere - racconta Zinna - figurarsi se pensano a pagare le bollette o le spese condominiali. Sta succedendo però sempre più spesso che la collettività dei condòmini si rifiuti di accollarsi i debiti dell’inquilino moroso. Questo diventa motivo d’attrito tra le parti, dopodiché ogni pretesto diventa buono per scatenare una discussione».
Se per l’amministratore la stragrande maggioranza dei conflitti condominali è riconducibile alla crisi, non mancano condomini dove, nonostante le difficoltà, si convive pacificamente.
«Quei condomini dove vivono persone che sono invecchiate dentro all’abitazione in cui vivono, sono “isole felici” rispetto ad altri in cui si registra un maggiore turnover - spiega - perché con il tempo si è creata un’armonia che facilita la convivenza.
Ce ne sono a Galciana e a Vaiano, mentre a Maliseti, per esempio, c’è il caso di un condominio con centocinquanta appartamenti, dove si sta litigando per i posti auto in garage».
Che il condominio fosse una macchina complessa anche dal punto di vista amministrativo si era capito, ma ora lo è più che mai: sulle spalle dell’amministratore, infatti, non pesa più soltanto la parte gestionale.
A questo proposito, anche alla luce delle novità introdotte dalla riforma del condominio, l’azienda pratese Sinteg - network, che si occupa proprio di servizi immobiliari integrati per il condominio - lancia con il Polo universitario di Prato la seconda edizione del corso d’alta formazione interfacoltà e interdisciplinare per amministratori di codominio.
Un corso che si propone di fornire strumenti operativi, sviluppare competenze di tipo giuridico e tecnico oltre che di marketing e comunicazione. Perché anche gli amministratori al giorno d’oggi hanno bisogno di una maggiore competenza per svolgere il proprio lavoro. (b.b.)
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