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Prato

I figli giocano, i genitori si azzuffano

I figli giocano, i genitori si azzuffano

È stato necessario l’intervento dei carabinieri al campo sportivo Chiavacci alla fine dell’incontro tra Zenith e Affrico

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PRATO. PRATO. E’ stato necessario l’intervento di un paio di pattuglie dei carabinieri per riportare la calma sugli spalti del campo sportivo della Zenith Audax, in via del Purgatorio, dove si giocava l’incontro tra i Giovnissimi regionali della Zenith e i fiorentini dell’Affrico. L’incontro è stato vinto dagli ospiti, ma ancora prima della fine c’è stato qualche tafferuglio in tribuna tra i familiari dell’una e dell’altra squadra, tanto che a un certo punto qualcuno ha chiamato i carabinieri.

Secondo quanto ricostruito, ci sarebbe stato un accenno di lite in campo tra due giocatori e un dirigente locale, nel tentativo di dividerli, avrebbe colpito involontariamente un calciatore, provocando la reazione del genitore di un ragazzo dell'Affrico, che ha tentato di scavalcare la recinzione ferendosi a una mano e poi si è fatto medicare in ospedale.

I militari hanno constatato che c’è stato uno scambio di colpi proibiti e qualcuno ha riportato contusioni. Non si tratta però di lesioni perseguibili d’ufficio e dunque i coinvolti nella zuffa, se lo vorranno, potranno querelarsi a vicenda.

Non è la prima volta che accadono scene simili al campo Chiavacci dove si giocano le partite interne della Zenith e sono gli stessi dirigenti ad ammetterlo. Ma di regola non si tratta di intemperanze dei tesserati, quanto dei familiari dei giocatori che si lasciano andare in tribuna a un maggiore “agonismo” di quello che si vede in campo.

E la società può fare ben poco per arginare questo fenomeno che, ad onor del vero, è un male comune a molti altri impianti dove si disputano partite di calcio giovanile. Anzi, quanto più piccoli sono i giocatori, tanto più accese sono le discussioni sugli spalti.

Esempi ce ne sono tanti. Uno di questi, risalenti all’anno scorso, si riferisce all’incontro degli Allievi regionali Elite tra Jolly e Montemurlo e Tau Calcio, quando il presidente degli ospiti, Fabrizio Nieri, si sentì in obbligo di criticare aspramente il comportamento dei genitori dei giocatori di casa, in particolare le mamme, che erano state le più accese nel proferire insulti e offese nei confronti dell’arbitro e degli avversari. «A genitori così esasperati e frustrati - scrisse nieri - Dovrebbe essere impedito di assistere alle partite dei loro figli».

E anche per questo la Federazione gioco calcio regionale ha deciso l’anno scorso di stilare una sorta di guida rivolta ai genitori per educarli a un comportamento più rispettoso verso gli avversari dei propri figli e gli arbitri. L’iniziativa si chiama “Mettiamoci in gioco”, ma finora non sembra aver dato i risultati sperati.

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