Il Tirreno

Prato

«La nuova pista è troppo rischiosa»

di Carlo Bartoli

Ex perito della Regione denuncia il pericolo della presenza degli uccelli e i rischi connessi alla vicinanza delle autostrade

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La soluzione prescelta per la costruzione della nuova pista di Peretola rappresenta senza dubbio la «soluzione più invasiva, più costosa, meno sicura». A sostenerlo, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Enrico Rossi è il generale Luciano Battisti, ex consulente dell’assessore regionale Anna Marson per le questioni aeronautiche che riguardano il Pit.

Luciano Battisti, che è stato perito per vari tribunali per cause riguardanti incidenti aerei, non è certo un ecologista, ma è molto attento ai problemi relativi alla sicurezza. Nel documento di integrazione al Pit, a cui non ha contribuito in qualità di consulente, Battisti rileva «una notevole attenzione per l’ambiente, la tutela della fauna, dei posti di lavoro per gli operatori aeroportuali», ma, aggiunge, «mi aspettavo che qualche riga fosse dedicata a prevedere alcune tutele in termini di sicurezza del volo per il 1,9 milioni di passeggeri l’anno ed i centomila membri degli equipaggi di volo. Con sorpresa non ho trovato una parola, visto che uno dei problemi che presenterà la nuova pista sarà quello dell’impatto con volatili».

A questo proposito, Battisti nota che, con riferimento alla Tavola 14 dello studio Enac, «analizzando la superficie di decollo e di avvicinamento si riscontra che la zona poco oltre la testata della pista è acquitrinosa con la presenza di stagni e fossi che ospitano un gran numero di aironi , cavalieri d’Italia, anatre, con conseguente rischio d’impatto con volatili». Le criticità, in fatto di sicurezza, della soluzione prescelta non si fermano al rischio volatili. «La superficie di atterraggio - aggiunge Battisti - ingloba il raccordo autostradale, l’incrocio con l’Autosole, un tratto di A/11 e stazioni di servizio, tutti elementi che di notte con traffico intenso ed effetti luminosi elevati possono disturbare i piloti in avvicinamento ed atterraggio ma soprattutto in caso di scarsa visibilità possono indurre in errore i piloti e portarli a scambiare strada per pista». Inoltre, la deviazione del Fosso Reale suoi argini sopraelevati circonda poco meno della metà pista lato Campi. Il tratto di pista indicato ed il suo prolungamento sono le aree dove possono avvenire fuoriuscite di pista in decollo ed atterraggi troppo corti e la presenza di un ostacolo sopraelevato può fare la differenza sulla gravità dell’incidente».

Secondo l’ex consulente, la soluzione prescelta è quella più invasiva perché vengono utilizzati circa 110 ettari di territorio altrimenti destinati a parco; viene costruita una specie di diga, perpendicolare al normale deflusso delle acque, di lunghezza di circa 2500 metri e larghezza di circa 300 metri, con uno stravolgimento del sistema idrogeologico della Piana e viene prosciugato lo stagno di Peretola».

Anche i costi finiscono nel mirino: «ai 75 milioni di euro per la costruzione della pista vanno aggiunti i costi dello smantellamento degli argini del Fosso Reale e dell’attuale svincolo dell’Osmannoro» e altre opere. Infatti, si accenna ad una spesa di oltre 120 milioni di euro». Anche Firenze, infine, dovrà fare i conti con la criticità della soluzione scelta. «Ci saranno decolli - afferma Battisti - verso Firenze ed atterraggi con una stima cautelativa attorno aI 5% del totale dei 45mila movimenti previsti a regime sarebbero ogni anno circa un migliaio i decolli verso Firenze ed un migliaio gli atterraggi con sorvolo della città. Per gli atterraggi, gli aerei sorvolerebbero ad un’altezza di 300 metri piazza della Libertà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze