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Prato

Storie e leggende del Montalbano

Storie e leggende del Montalbano

In un volume 350 luoghi riscoperti grazie a Provincia, Arci e persone del posto

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PRATO. Pezzi di storia che il tempo e la natura hanno coperto e trasformato, luoghi di paura di leggende antiche, riscoperti a uno a uno lungo un percorso di memorie di storie. E’ il puzzle di un territorio, quello del Montalbano, con Carmignano, le sue frazioni e Poggio a Caiano, ricomposto nel progetto portato a termine dall’Arci e dalla Provincia e trasformato in volume. Si chiana “Le Mappe dei Cittadini, percorsi nel tempo tra memoria, paesaggi e toponimi” al quale hanno lavorato Paolo Donatucci, collaboratrice Arci, Lucia Pasquetti e Ilaria Meoni e corredato da una carta curata da Daniela Quirino dirigente della Provincia.

La ricerca - che prosegue lo studio già ultimato sulla Valbisenzio - ha portato alla scoperta di 350 tra piccoli e grandi tesori architettonici, storico, artistici, tutti immancabilmente segnalati da chi quelle zone le abita e le conosce. Indispensabili, dunque, i colloqui, le serate, addirittura una veglia, che gli autori della ricerca hanno tenuto in questi ultimi due anni e mezzo - tanto è durato lo studio - con la gente, in particolare i frequentatori dei circoli Arci (17 mila iscritti, massima diffusione sul territorio), per raccogliere informazioni, storie e anche leggende. «Il libro sarà presentato prestissimo anche nei circoli nei quali sono state fatte le intervista - ha spiega il presidente Arci Andrea Barni - in modo che la memoria ritrovata diventi patrimonio della comunità». «Questo - ha affermato l’assessore al Territorio Alessio Beltrame - è u progetto che ci sta particolarmente a cuore per il valore storico e culturale che racchiude».

Centinaia di foto, nuove e storiche, di fattorie, mulini, formaci, ville, frantoi, chiesette, tabernacoli, oratori corredate da ricostruzioni storiche faranno parte di una banca dati che sarà presto messa on line attraverso il portale Cerco della Provincia. Una pezzo di storia lunghissimo per immagini e racconti che parte dagli Etruschi, arriva e supera Medici, i Re d’Italia e approda al dopoguerra. Con tante storie, patrimonio di anziani narratori. Come quella della famiglia Niccoli di Carmignano che fece ostruire la stazione nel paese per meglio e più velocemente trasportare il vino che produceva nella tenuta. O come la storia del nome della frazione “La Barca” sulla Baccheretana che si dice debba il nome alle barche di legname che lì si facevano e che barrociai caricavno per venderle ai forni di Firenze. (c.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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