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Prato

"Francesco ci hai donato forza e amore per la vita"

"Francesco ci hai donato forza e amore per la vita"

Prato, il ricordo degli amici di Francesco Carnevale deceduto dopo sette anni di lotta contro la Sla. E' stato il fondatore di Officina Giovani. Lunedì 21 alle 11 i funerali nella chiesa di Santa Lucia

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PRATO. Dopo una lunga lotta contro la Sla durata sette anni, questa mattina, sabato 19 ottobre, è morto Francesco Carnevale, notissimo funzionario del Comune di Prato. A lui si deve la creazione dell’Osservatorio delle politiche giovanili, oltre che alla fondazione di Officina giovani di cui è stato l’animatore per molti anni. Nato a Lodi nel 1957 e arrivato a Prato nel 1997, era sposato con Luciana.La salma è esposta nelle cappelle del Commiato della Misericordia di Prato. Lunedì 21 ottobre alle 1 si celebreranno i finerali nella chiesa di Santa Lucia. Alla moglie Luciana e alla famiglia il cordogliod ella redazione di Prato del Tirreno.

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L'ex staff di Officina Giovani, seduto in basso a sinistra c'è Francesco Carnevale

Questo è il ricordo di Francesco Carnevale dei tanti amici che aveva e che ora lo piangono.

"Nato a Milano, anzi a Lodi, il 7 dicembre 1957. Di quello che ha fatto a Milano, anzi a Novate Milanese non sappiamo molto, anche se noi, amici pratesi, abbiamo conosciuto quasi subito le persone straordinarie che con lui hanno diviso quegli anni di impegno sociale, di lavoro con i bambini e gli adolescenti, di musica e e di monagna.

Fracesco è arrivato a Prato per amore. Si è innamorato di una bella ragazza conosciuta sulla Skopelitis, la barca che dal Pireo ti porta sulle isole greche, come Prato sua terra adottiva. Ha chiesto e ottenuto dal comune di Novate il trasferimento a Prato. Sotto l'assessorato di Beatrice Magnolfi ha creato l'Osservatorio delle Politiche Giovanili e dopo poco tempo Officina Giovani.

Francesco era un dipendente comunale del tutto atipico. Faceva quello che amava fare e dunque non aveva nessuna frustrazione, non parlava la lingua dei burocrati e non ha mai detto a nessuno: "Non si può fare”.
Chi entrava in contatto con lui, gente di ogni sesso, nazionalità, età, religione o strato sociale, passava di sicuro dal suo terrazzo in San Fabiano, dove ogni sera c'erano almeno 5 o 6 persone a cena.
Cucinava da dio France.

In vita sua non lo abbiamo mai sentito dire che qualcuno gli stava sulle balle. Trovava un lato positivo anche alle persone più ingiustificabili.Si è ammalato di Sla. Anche nella sua malattia ha creato qualcosa di impensabile. Ha voluto organizzare il meraviglioso concerto Slazz! Il Jazz contro la Sla che si è tenuto un anno fa al Teatro Politeama (concesso gratuitamente in quell'unica occasione). Ha coinvolto musicisti, cantanti, tecnici, grafici organizzatori in una magia che tutti noi ricorderemo per la vita.

A metà del concerto fece un breve discorso, che, a parer di tutti noi,  tutti dovrebbero sentire per provare ad essere persone migliori.Dopo Slazz ci sono state innumerevoli altre piccole serate, eventi, film, a casa sua, aperte a tutti, nelle quali si raccoglievano i soldi che via via venivano destinati a progetti umanitari diversi: da Emergency alle galline da mandare in Africa.

La forza e l'amore di Francesco per la vita sono doni che chi lo ha conosciuto o anche solo incrociato ha ricevuto: tutti noi che gli volevamo bene sappiamo che siamo stati molto, molto, molto fortunati che le nostre vie si siano incrociate.Non dovremmo ricordarlo. Non si deve ricordare di avere una mano o un orecchio. E' parte di noi".

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