Il Tirreno

Prato

La rivolta di Prato blocca l’affondo di Enac

di Carlo Bartoli
La rivolta di Prato blocca l’affondo di Enac

Nelle Osservazioni al Pit, l’ente chiede un ulteriore prolungamento della pista e prevede l’utilizzo di nuove tipologie di aerei, come l’Airbus 321

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PRATO. Una pista di duemilaquattrocento metri, più una fascia di sicurezza di 480 metri: queste le richieste di Enac che hanno gettato benzina sul fuoco sul dibattito sulla nuova pista di Peretola. Una pista che, così configurata, sarebbe ancor più invasiva e indigesta per il territorio.

L’Enac ha manifestato le sue intenzioni utilizzando lo strumento delle osservazioni al Pit della Piana inviate al Consiglio regionale contraddistinte da un piglio che si potrebbe definire autoritario. A fine giornata, poi, arriva la parziale correzione di rotta del presidente Vito Riggio, probabilmente dopo la reazione stizzita del presidente della Regione Enrico Rossi.

Lunghezza della pista, infrastrutture aeroportuali (e quindi possibilità di reintrodurre la pista di rullaggio), tipologia degli aerei utilizzati. Tutto quanto, secondo quanto scrive l’Enac, dovrebbe essere sottratto alla giurisdizione degli enti locali e della Regione e sottoposto esclusivamente al giudizio dell’Enac. Che però cambia di nuovo le carte in tavola.

Non solo l’allungamento della pista a 2.400 metri più la fascia di sicurezza, ma si allarga anche la tipologia di aerei che Enac vorrebbe far utilizzare: nelle osservazioni fa capolino un dettaglio di non poco conto. Si fa infatti riferimento alla possibilità di operare a Peretola con aerei della tipologia dell’Airbus 321, una categoria di aeromobili che non era mai stata presa in considerazione per il Vespucci e che non rientra nella cosiddetta fascia C.

«Dall’esame delta documentazione del Pit - scrive il direttore centrale dell’Enac Alessandro Cardi - si evince una limitazione della lunghezza della nuova pista di volo 12/30, fissata in 2.000 metri, e di alcune infrastrutture di volo associate».

Quindi, la richiesta di arrivare a 2.400 che, dovendo includere una fascia di rispetto di 240 metri alle due estremità, raggiungerebbe così un totale di 2.880 metri. Una lunghezza che porterebbe la pista a raggiungere la chiesa di Michelucci e lo snodo dell’Autostrada del sole.

Un progetto totalmente fuori scala che ha provocata le immediate reazioni del territorio, a cominciare dal presidente della Provincia Lamberto Gestri. «I condizionamenti che arrivano da Enac - afferma Gestri - sono inaccettabili, la Regione deve rispedire al mittente una proposta come questa che definire indecente è poco. Con l'allungamento il progetto diventerebbe ancora più dannoso per il nostro territorio. Quello che temevo si è concretizzato – commenta - c'è sicuramente qualcuno che, con arroganza, sta pensando di allungare la pista fino a tre chilometri e che vorrebbe far prevalere valutazioni di carattere aeronautico sul diritto delle comunità locali a determinare le loro previsioni urbanistiche».

La Provincia di Prato, tiene a precisare Gestri, sta preparando le sue osservazioni alla variante al Pit fortemente critiche sul progetto della nuova pista.

Duro anche il commento del sindaco di Prato Roberto Cenni: «Il parere dell'Enac non è il Vangelo. Loro sono competenti riguardo agli aspetti di carattere aeroportuale, ma la questione non finisce lì. Ci sono aspetti sanitari che sono di nostra competenza. Io sono completamente contrario alla proposta dell'Enac; di questo passo ci diranno di fare atterrare a Peretola i Jumbo».

A questo punto, secondo Cenni, «tutti gli enti locali devono riprendere l'iniziativa e affidare definitivamente al Cnr la Vis. Non si può fare violenza a un territorio».

Paolo Paoli, presidente del Comitato No aeroporto, è al lavoro per presentare le osservazioni al Pit del Comitato in Regione.

«Per noi - afferma Paoli - questo era un approdo scontato: una pista da duemila metri non serve a molto, eravamo certi che ci fosse l’intenzione di forzare la mano. La nostra paura è che alla fine puntino a fare una pista da tre chilometri. Finora ci siamo scontrati contro un muro di gomma, adesso ricominceremo a fare opera di sensibilizzazione tra la popolazione».

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IL TESTO ORIGINALE

DELL’ENAC

WWW.ILTIRRENO.IT/PRATO

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