Sicurezza
Contratto dei tessili, un’altra fumata nera
Sistema Moda Italia attacca i sindacati: «Sono divisi e non in grado di affrontare i temi proposti dalle imprese»
PRATO. Nessun passo avanti da parte dei sindacati dei lavoratori nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore tessile abbigliamento moda, che viene applicato a circa 500.000 addetti (circa 16mila solo a Prato) che è tra i più importanti contratti dell'industria manifatturiera italiana.
Scatta la protesta della parte datoriale attraverso i vertici di Sistema Moda.
«In questa tornata contrattuale, al contrario di quanto avvenuto in passato - afferma Carlo Mascellani, vice direttore generale di Sistema Moda Italia e capo delegazione delle imprese - qualcosa sembra non funzionare nel rapporto tra le parti. Sistema moda, pur in presenza di una situazione molto difficile per il settore, aveva individuato una via, coraggiosa ma praticabile, per definire tra le parti un rinnovo contrattuale in grado di rispondere sia alle esigenze di competitività delle imprese, che alle legittime necessità economiche dei lavoratori».
Nel mese di marzo scorso - ricostruisce la storia Smi - avevamo presentato ai sindacati un pacchetto di proposte, molto concrete, sulle quali ha chiesto di concentrare il confronto negoziale. La risposta dei sindacati c'è stata, fino ad ora, solo sull'impianto della parte economica: pur con modalità differenti da quelle proposte da Smi e in misura ancora da definire nel dettaglio, le organizzazioni sindacali hanno unitariamente proposto uno schema di rinnovo che risponde di fatto all'esigenza di potenziare il livello aziendale e che la delegazione imprenditoriale ha ritenuto accettabile.
"Sulle proposte normative, invece - continua Mascellani -, si è registrata in questi mesi una 'melina' da parte delle organizzazioni sindacali dalla quale sono via via emerse divisioni di approccio tra le tre organizzazioni sindacali e, complessivamente, una impossibilità ad affrontare con decisione e coraggio i temi proposti dalle imprese nel loro contenuto specifico. Sulla parte normativa, oltre all'aggiornamento del contratto rispetto alle modifiche intervenute in materia di mercato del lavoro (apprendistato, contratti a termine, ecc) ed alla definizione di una disciplina speciale per gli addetti alla distribuzione commerciale, SMI ha proposto di intervenire sui temi degli orari per rendere certa, nei tempi e nei modi, l'applicazione in azienda di alcuni istituti già previsti e disciplinati dal contratto nazionale.
«In particolare - aggiunge il vice direttore di Sistema Moda Italia - abbiamo posto al tavolo l'esigenza di dare maggiore certezza e celerità all'applicazione di istituti storici del contratto nazionale, come il regime di orario 6x6 e l'istituto della flessibilità dell'orario di lavoro, che dà la possibilità di variare in aumento o in riduzione l'orario settimanale in relazione al mutare della domanda dei mercati».
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