Attenzione
Medicina nucleare è ancora un cantiere Pazienti dirottati
La denuncia della Cgil: il reparto è privo di bagni e arredi e intanto le apparecchiature non sono entrate in funzione
PRATO. Non è certamente un reparto ospedaliero dove si entra a cuor leggero: in quelle stanze si eseguono esami delicati, si trattano pazienti oncologici cui vengono iniettate sostanze radioattive prima di sottoporli a scintigrafie e Pet (tomografia a emissione di positroni), per qualcosa come 15/16mila esami all’anno. Medicina nucleare, chi l’ha vista al Nuovo Ospedale? Suona come una beffa la situazione di quel reparto ancora privo di bagni e di arredi, oltre alle tre vasche di raccolta del materiale radioattivo non ancora in funzione. «Medicina nucleare – è la denuncia di Massimo Rasile e Samantha Pesci della Fp-Cgil – doveva essere tra i primi reparti a partire per dare continuità sugli esami per la diagnosi precoce, con riduzione dei costi per l’aziende, e invece siamo fermi: abbiamo iniziato a smontare la Pet dal Misericordia e Dolce il 5 agosto in modo da non farsi trovare impreparati. Invece da sabato siamo qui e non possiamo lavorare senza le condizioni strutturali necessarie. E i pazienti che si presentano o telefonano vengono dirottati verso altre aziende sanitarie nei casi più urgenti».
Cantiere aperto. Il viaggio tra le stanze di medicina nucleare restituisce la fotografia di un cantiere ancora aperto, con muratori alle prese con le ultime rifiniture e con 28 camici bianchi (tra infermieri, tecnici di radiologia, medici e Oss) costretti a uno stop forzato. «Viene a mancare la risposta sanitaria ai pazienti oncologici: questo è un reparto che eroga punte di 60 esami al giorno suddivisi tra “zona calda” e “zona fredda”, tra cui una decina di Pet e 30 esami di Moc (quella per misurare il calcio nelle ossa, ndr) al giorno», spiega Pesci. Ma finché non vengono attivate le tre vasche di smaltimento del materiale radioattivo, il reparto non può essere operativo. «Pazienti cui viene iniettato del materiale radioattivo e che staziona in questo reparto per diverse ore», fa notare il sindacato. Tra le altre note dolenti di medicina nucleare, anche le pareti non ancora rivestite di linoleum e dunque non lavabili. Ma non è solo la medicina nucleare ad avere seri problemi a sentire la Cgil. In radiologia non sarebbero ancora pronti per la risonanza magnetica e un altro neo sono gli spazi esigui dove i pazienti dovrebbero spogliarsi. Il risultato? Appuntamenti spostati o rimandati, mentre per i casi più urgenti occorre rivolgersi ad altre strutture.
Ingiustizia parcheggi. Se l’impiegato amministrativo (oppure un medico del Giovannini o della salute mentale), che è rimasto nell’area vecchia del Misericordia e Dolce paga il posto auto nel piazzale Ebensee (di proprietà comunale), quello entrato in servizio al nosocomio di Galciana invece ha accesso libero. Dipendenti di serie A e di serie B, insomma, con una disparità di trattamento che viene denunciata dalla Cgil.
Odissea al centralino. Per chi si affaccia al bancone perché non sa come orientarsi nei primi giorni, la risposta arriva dal personale del centralino che fa da accoglienza. «Tutto grava su quattro persone che devono fare il centralino dell’azienda e accogliere gli utenti. E se questi colleghi hanno bisogno di contattare un medico, devono arrangiarsi con un cercapersone perché non c’è campo per i cellulari» la denuncia della Cgil .
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