Il Tirreno

Prato

Il leghista Paradiso chiede la cittadinanza onoraria per Malala

di Carlandrea Poli
Il leghista Paradiso chiede la cittadinanza onoraria per Malala

L’ordine del giorno proposto dal consigliere comunale di Prato è slittato alla prossima settimana, sembra per non creare un potenziale incidente diplomatico con l’ambasciatore del Pakistan ospite in città. "Siamo contro l'Islam e la violenza sulle donne".

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PRATO. Un ordine del giorno che comunque la si pensi rischia di essere una potenziale polveriera. Specie, collegandolo alla visita dell'ambasciatore del Pakistan fissata nel calendario per sabato 19 ottobre a pranzo con l'assessore all'integrazione Giorgio Silli e il sindaco Roberto Cenni. È quello del capogruppo della Lega Nord – Toscana Emilio Paradiso che si appella al sindaco e alla giunta per conferire quanto prima la cittadinanza onoraria a Malala Yousafzai la studentessa e attivista, minacciata di morte dai talebani per aver denunciato il loro regime nel distretto dello Swat – fortemente liberticida verso i diritti delle donne – attraverso un blog che cura sulla BBC.

La ragazza sedicenne che nella sua breve vita è già scampata da un attentato è secondo Paradiso da encomiare a Prato per la sua biografia e in ragione anche della battaglia per i diritti umani che porta avanti. L'ordine del giorno sarà iscritto nella seduta del prossimo consiglio comunale, ma è stato protocollato circa una settimana fa. Il rallentamento nella calendarizzazione pare sia collegato proprio al desiderio della giunta di non mandare di traverso il pasto dei commensali con l'ambasciatore. Interpellato direttamente, l'esponente del Carroccio non fa mistero dell'interesse squisitamente leghista e di polemica verso i musulmani per il caso di Malala: «Ci piace la sua storia perché noi siamo contro l'Islam e contro la violenza sulle donne. Proprio in ragione di questa posizione riteniamo debba essere riconosciuta la sua figura».

Un'iniziativa che assicura il consigliere aveva in gestazione da mesi e che ha conosciuto una svolta proprio il 10 ottobre, quando il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz ha annunciato all'emiciclo l'assegnazione del premio Sakharov per la libertà di pensiero all'eroica ragazza per la sua lotta in difesa dei diritti umani e delle libertà individuali. Nel documento si legge l'invito alla giunta affinché si attivi – una volta approvato l'odg dal consiglio comunale – affinché venga data anche la disponibilità “fin da subito” a ospitare la ragazza a Prato. «Saremmo il primo Comune in Italia a farlo» aggiunge.

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