Trasporti
«Assolvete il notaio»
PRATO. Potrebbe finire con una clamorosa assoluzione il processo a carico del notaio Placido Di Bella, che nel luglio del 2009 fu messo agli arresti domiciliari in seguito a una denuncia sporta dalla...
PRATO. Potrebbe finire con una clamorosa assoluzione il processo a carico del notaio Placido Di Bella, che nel luglio del 2009 fu messo agli arresti domiciliari in seguito a una denuncia sporta dalla sua ex amante, Rosanna Buono, che lo accusava di averle prestato soldi a usura e di aver tentato di estorcerle denaro.
Un arresto che fece scalpore ma che, a distanza di quattro anni, potrebbe concludersi con un nulla di fatto.
Ieri Di Bella, difeso da Francesco Mandarano, è comparso di fronte al giudice Luca D’Addario nel processo con rito abbreviato che lo vede imputato di usura, tentata estorsione e violenza privata. Il difensore ha tentato di smontare l’impianto accusatorio e sembra esserci riuscito, tanto che lo stesso pubblico ministero Eligio Paolini ha chiesto l’assoluzione del notaio dai tre reati che gli vengono contestati. Il giudice ha rinviato per sentire le spontanee dichiarazioni di Di Bella alla fine del mese, quando verrà emessa la sentenza.
Tra Di Bella e la sua ex amante è in corso una battaglia giudiziaria in diversi procedimenti penali e civili che va avanti da circa dieci anni. Il processo davanti al giudice D’Addario, comunque, è quello più pesante e di non facile soluzione. Secondo i calcoli del Tribunale del Riesame, Di Bella avrebbe versato alla ex amante un totale di 384.000 euro e la signora Buono ne avrebbe restituiti meno di 67.000. Nel febbraio del 2004 il Tribunale civile scriveva che le somme erogate dal notaio dovevano considerarsi «remunerazioni per la compagnia morale e materiale che la Buono assicurava costantemente al Di Bella».
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