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Prezzi alle stelle, malumore alla partenza

Prezzi alle stelle, malumore alla partenza

Ventisette aziende andranno a Shanghai insieme a Milano Unica ma i big si lamentano: “Un lusso”

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PRATO. Una pattuglia di 27 aziende pratesi è pronta a partire alla volta di Shanghai dov’è in programma, a partire da lunedì, la fiera tessile Intertextile.

Una partenza di gruppo (a coordinare la partecipazione è Milano Unica) con un numero davvero rilevante di partecipanti per presidiare un mercato appetibile per i lanifici pratesi e già fondamentale per i colleghi biellesi con cui le nostre aziende esporranno. «Il mercato è interessante - commenta Andrea Cavicchi, presidente dell’Unione industriale e presente in Cina con la Furpile - ed è uno di quei luoghi nel mondo tra i più importanti per vendere le nostre stoffe. Non si può quindi tralasciare la Cina che ha ancora potenzialità inespresse».

Se la Cina non si può tralasciare non è tutto oro quello che luccica. Tra i pratesi pronti a partire c’è malumore. «Per noi andrà solo il responsabile commerciale che si occupa di quel Paese», commenta Luigi Banci di Pontetorto. «Le prime edizioni era andato anche mio fratello ma adesso, alla quarta, non sappiamo neppure se a marzo parteciperemo. Abbiamo finito il pacchetto obbligatorio di quattro partecipazioni e siamo delusi. La fiera è organizzata benissimo, c’è un padiglione per gli italiani sullo stile di IdeaBiella a Milano ma i prezzi sono folli. Milano Unica ha aumentato i prezzi e non si tratta di cifre sostenibili. Per le aziende di Biella evidentemente non è un problema ma per noi sì. Anche perché i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Meglio allora presidiare quel mercato facendo qualche viaggio in più e visitando i potenziali clienti con i rappresentanti che abbiamo lì». Stessa opinione per Franco Bini. «I costi sono improponibili a fronte, secondo me, di una qualità degli arredi non eccellente. Sono dieci anni che proviamo a entrare nel mercato cinese: prima con i workshop di Pratotrade, poi con Premiere vision China, ora con Milano Unica. Se faccio un conto sono stati più i costi che i benefici. E’ pur vero che è un paese che va presidiato e non possiamo mollare ma sulla partecipazione a questa fiera mi riserverò di scegliere».

E se Riccardo Marini conferma che i prezzi sono oggettivamente esorbitanti per lui non c’è un’alternativa valida. «Rappresentiamo i tessuti della moda, siamo le eccellenze del made in Italy e dobbiamo presentarci su quel mercato in questo modo. Non possiamo andare con uno stand minuscolo in un paese dove la forma conta moltissimo. Ne abbiamo parlato anche con gli organizzatori ma alla fine concordo con loro: non si può presentarci lì come pezzenti, sviliremmo il nostro lavoro. E avere questo impatto costa. Non ho dubbi,su quel mercato è il modo giusto di presentarci».

Ilenia Reali

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