Il restauro della Basilica della Natività a Betlemme parla pratese
Cominciato l’intervento della ditta Piacenti Spa di Prato. Domenica 13 ottobre il cantiere è stato visitato dal ministro dei Beni culturali Massimo Bray - IL VIDEO
PRATO. L’avevamo lasciata a fine agosto tra le 12 ditte italiane vincitrici della gara d’appalto per il restauro del tetto e delle finestre della Basilica della Natività, a Betlemme. Ora si fa sul serio: ai primi di ottobre la Piacenti spa ha aperto il cantiere che dà il via alle operazioni di restauro, dal valore complessivo di oltre 25 milioni di dollari, ricevendo la “benedizione” domenica scorsa dal ministro dei Beni culturali Massimo Bray che, durante un tour lampo in Terra Santa, ha potuto visitare la basilica insieme ai padri francescani e al console generale a Gerusalemme Davide La Cecilia. Incontro ufficiale al quale era presente, appunto, anche Giammarco Piacenti, titolare della Piacenti spa.
«Mi ha colpito la straordinaria sensibilità del ministro di fronte a un manufatto importante come la Basilica della Natività - racconta Giammarco -, nella quale non ha visto solo un bene culturale, definendola un’opera “dal carisma differente”».
E’ un dono speciale quello che al titolare del Mibac ha consegnato il personale della Piacenti spa lì presente (sette persone, oltre al partner locale cui si affida l’azienda pratese per seguire il cantiere): un camice bianco che è la divisa professionale utilizzata dai restauratori pratesi, fregiata da una stella cometa rossa con la scritta “Church of Nativity” e il logo del centro restauri Piacenti. Non c’è solo l’azienda di via Marradi a lavorare laggiù per riportare a nuova vita quel gioiello di Betlemme che trasuda millenni di storia e spiritualità: legata all’appalto è anche la ditta “Legno Doc” di via Borgovalsugana, specializzata nella conservazione delle strutture lignee, con cui la ditta Piacenti ha un rapporto di subfornitura.
Un progetto, quello del recupero della Natività di Betlemme, che fa lustro alla Piacenti e a Prato anche se non sono tutte rose e fiori quando si tratta di lavorare in quei territori, vedi la necessità di acquistare i ponteggi in Italia per trasportarli laggiù con dei container. Ma la sfida è troppo ghiotta per l’impresa pratese: i lavori alla Basilica sono necessari per salvare l'edificio dai danni provocati dalle infiltrazioni d'acqua piovana dal tetto (copertura in piombo risalente al 1400) al legno sottostante, alle pareti, alle colonne e ai mosaici della struttura.
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