Il dolore
Prato, Palazzo fa irritare il Csm per le dimissioni date e ritirate
Il procedimento disciplinare all’ex presidente del Tribunale era slittato a gennaio ma il magistrato ha chiesto di restare in servizio e l’udienza è stata anticipata
PRATO. Secondo colpo di scena nel giro di quattro giorni nella vicenda che coinvolge l’ex presidente del Tribunale di Prato, Salvatore Palazzo, sottoposto a un procedimento disciplinare davanti al Csm, il Consiglio superiore della magistratura, per i presunti favori fatti al costruttore Riccardo Fusi.
Venerdì mattina sembrava un caso chiuso, quando da Roma è arrivata la notizia che Palazzo, ora presidente di sezione a Firenze, aveva presentato le dimissioni dalla magistratura, sottraendosi così al procedimento, che era stato rinviato a gennaio. Nel pomeriggio lo stesso Palazzo pregò di rettificare: nessuna lettera di dimissioni, aveva soltanto chiesto di anticipare il pensionamento, previsto per la metà di dicembre, ottenendo in sostanza lo stesso risultato, cioè di evitare il procedimento disciplinare.
Tutto risolto, dunque? Sembra proprio di no. Perché la lettera di dimissioni era stata effettivamente presentata, ed era stata questa a convincere la sezione disciplinare del Csm a rinviare a gennaio. Ma poi quelle stesse dimissioni, ottenuto il risultato, sono state ritirate come se nulla fosse.
Comprensibile che qualcuno della sezione disciplinare si sia sentito preso in giro. E così il fascicolo è stato ripreso in mano e ieri è arrivata la notizia che l’udienza di gennaio è stata anticipata al 24 ottobre. In quella data verrà sentito il successore di Palazzo a Prato, Francesco Antonio Genovese, che era stato convocato già per l’11 ottobre e se n’era tornato a casa senza essere ascoltato.
A convincere i membri della sezione disciplinare del Csm della necessità di annullare il rinvio a gennaio e anticipare al 24 ottobre sarebbero state le notizie di stampa, nelle quali i magistrati dell’organo di autogoverno della magistratura non hanno riconosciuto un’esatta ricostruzione di quello che era accaduto venerdì nel corso dell’audizione di Palazzo nella capitale.
La singolare sequenza degli eventi sta già facendo discutere non poco negli ambienti giudiziari pratesi. Il diretto interessato, raggiunto ieri al telefono, minimizza e ribadisce la sua versione dei fatti. «In effetti ho chiesto di anticipare la pensione - spiega il magistrato - Poi ho chiesto di rimanere per sbrigare gli affari correnti». Insomma, secondo l’ex presidente del Tribunale si sarebbero capiti male. «Spiegherò tutto il 24 ottobre alla sezione disciplinare».
Con questi presupposti, il clima potrebbe non essergli favorevole. Senza contare che il 24 verrà sentito anche Francesco Antonio Genovese. L’unica cosa certa è che quel giorno il Csm deciderà se irrogare una sanzione disciplinare a Palazzo per i presunti favori al costruttore Fusi.
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