Trasporti
Bugetti: «La vera sciagura è stato perdere il Comune di Prato»
Il segretario provinciale del Pd replica alle parole di Simone Barni. E Gabriele Alberti difende il suo diritto a correre per la segreteria Pd
PRATO. E’ stata definita una “sciagura” dal compagno di partito Simone Barni. Ecco la replica. «Comprendo l'amarezza e lo sfogo di Simone Barni - è la replica del segretario provinciale del Pd di Prato, Ilaria Bugetti - costretto a ritirare la propria candidatura a segretario provinciale del PD, e comprendo il disagio dei componenti dell'associazione Adesso Prato, costretti anche loro, in nome dell'interesse superiore del nostro partito, a sedere a quel tavolo e a convergere sullo stesso candidato con tutti coloro che fino al giorno prima avrebbero voluto rottamare o, nella migliore delle ipotesi, mandare a casa. Non posso permettere, però, che i dissidi all'interno di una corrente vengano regolati sulla pelle di chi fino ad oggi ha cercato di realizzare il mandato politico di segretario provinciale ricevuto dai nostri iscritti».
« Fin dall'inizio, e ben prima che si iniziasse a parlare di rottamazione - continua Bugetti - , avevo scelto di dare alla mia segreteria un profilo differente, tra rinnovamento ed esperienza, per provare a dare risposte a tutti i delusi dal risultato elettorale del 2009. Pur tra le difficoltà abbiamo portato a casa ottimi risultati in occasione di tutti gli appuntamenti elettorali: dalle amministrative in due Comuni della provincia, alle politiche dove ci siamo confermati come primo partito. Non possiamo dimenticare poi che - in questi anni - siamo stati gli unici, come partito, a proporre un progetto di riqualificazione per l'area del vecchio ospedale, nodo che per la giunta Cenni sembra venire al pettine soltanto oggi, e anche l'unico partito ad imporsi fin da subito con un no secco alla nuova pista di Peretola con giudizio unanime, a partire dai consiglieri di circoscrizione fino ad arrivare al nostro consigliere regionale».
« Simone Barni - conclude il segretario Pd - finge di ignorare che in tutti questi anni diversi dei suoi compagni di Adesso Prato hanno fatto parte sia della direzione che dell'assemblea provinciale, luoghi in cui avrebbero potuto far valere le loro proposte se ne avessero avute. Per questi motivi l'intervento a gamba tesa di Simone Barni mi stupisce. Non è così che si fa il bene del partito e, tanto meno, che si riconquista l'elettorato. La vera sciagura è stato perdere il Comune di Prato, responsabilità che certo non è imputabile alla mia segreteria».
«Resto stupito di fronte alle accuse dei renziani e in particolare di Simone Barni - è questa invece la replica di Gabriele Alberti, candidato alla segreteria - che mi additano di essere un irresponsabile e di volere spaccare il Partito Democratico. Proprio gli stessi renziani con i quali lo scorso giugno abbiamo firmato un documento congiunto a quattro mani, presentato in assemblea provinciale, nel quale si chiedeva la convocazione il prima possibile del congresso a Prato, che potesse rappresentare un cambio di passo. Spiace constatare che ancora una volta ci si sofferma sulle divisioni fra singoli e non ci si confronta su progetti e sui problemi della città». «Fare un congresso con due candidati – spiega – non vuole dire essere di fronte ad un partito spaccato, ma semplicemente avere due visioni distinte del Pd. Per questo domando ai renziani: siete sempre d'accordo che il potenziamento dell'aeroporto di Peretola non rappresenti la scelta giusta per rilanciare l'economia pratese? E che l'area del vecchio ospedale debba restare a funzione pubblica? E ancora che chi non rispetta il versamento delle quote al partito non possa essere candidato ad alcuna carica istituzionale? Noi ne siamo fermamente convinti. E solo su questo vogliamo discutere per il bene del partito e per il bene della città».
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