Il Tirreno

Prato

Quartiere Soccorso fra promesse di sicurezza e riqualificazione

di Carlandrea Poli
Quartiere Soccorso fra promesse di sicurezza e riqualificazione

Il sindaco Cenni ed il presidente della Circoscrizione hanno incontrato i cittadini nel centro civico «Pitigliani» per discutere dei problemi che attanagliano la zona e per proporre le loro soluzioni

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PRATO. Il servizio di sorveglianza al Soccorso potrebbe tornare molto presto. Parola del presidente della circoscrizione, Massimo Taiti: «Veniamo da un'esperienza positiva con un vigilante armato che era disponibile dalle 23 alle 4, interrotta per l'intervento del precedente prefetto. Se il nuovo, però, ci darà il via sono pronto a riproporlo in 24 ore». L'annuncio nel corso del dibattito al centro civico “Pitigliani”. È l'impegno maggiore strappato dalla cittadinanza all'amministrazione comunale. Gli altri, da verificare con una scadenza più di lungo periodo, vertono sull'illuminazione pubblica e sui criteri del bando per la realizzazione del viadotto. La parola spesa è stavolta quella del sindaco: «Col nuovo affidamento ci saranno investimenti per 5 milioni di euro, segnalateci in quali punti del quartiere intervenire». Mentre, sulla mitigazione dell'impatto del viadotto di prossima costruzione Roberto Cenni ha assicurato che i criteri di miglioramento ambientale dell'opera saranno determinanti per l'assegnazione dell'appalto. Sono stati i momenti più concreti di una serata giocata interamente sull'arte del rimpallo. Se ne sono accorti presto i 60 cittadini accorsi per cercare dalla giunta comunale una presa di responsabilità per i problemi che attanagliano la frazione. L'inizio è col tema dei bivacchi prima nel campo dell'ex Ambrosiana – ora recintato – che si sono spostati sul sagrato della Chiesa. Risposta affidata all'assessore alla sicurezza, Aldo Milone e primo rimpallo di competenza: «Abbiamo proceduto a identificarli, ma purtroppo sono tutti rumeni e non possono essere espulsi. Sono difficili ulteriori azioni di polizia se non il foglio di via obbligatorio che in caso di mancato rispetto fa scattare la denuncia: non è di competenza dell'amministrazione comunale».

Seconda segnalazione, da parte di un abitante di via Tommaso Cortesi che lamenta di essere vessato dalla lavanderia industriale. A calciare il pallone delle responsabilità altrove l'uno-due Milone-Taiti: «I controlli sono di competenza di Arpat e comunque c'è un procedimento civile in corso contro il rumore delle macchine. Non possiamo fare nulla». In crescendo il ritorno alla difficile convivenza col gruppo rom di origini rumene: «Il Comune non può agire ulteriormente, perché le ordinanze antidegrado sono state dichiarazioni incostituzionali». Fino a toccare l'apice con la consulenza contestata dai residenti per lo studio d'impatto ambientale per il viadotto affidato alla società Iride dell'ingegner Di Prete, collega di poltrona in commissione Via dell'assessore Bernocchi: «Una scelta autonoma del dirigente di fronte alla quale la giunta non può intervenire. Sarebbe vietato dal ddl anticorruzione. Se qualcuno adombra irregolarità si rivolga in procura» è il rimbalzo finale del sindaco. Prefetto, Consulta, Procura della Repubblica e quella sensazione a margine della serata nella bocca dei partecipanti: «Ma del Comune quando è responsabilità?».

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