La manifestazione
La discoteca “J’adore” parla cinese
Sono entrambi orientali i due soci della Oasi srl che figura come gestore dell’ex Ocafioca di via Traversa del Beccarello
PRATO. Ai giovani cinesi piace ballare in discoteca, ma a Prato, dove si concentra la più grande comunità orientale d’Italia (almeno in rapporto alla popolazione residente) le discoteche ormai da tempo faticano a decollare e a sopravvivere.
E allora forse non è un caso se sono entrambi cinesi i due soci della Oasi srl, la società che nella pagina web del locale figura come gestore dell’ultima arrivata nel panorama asfittico delle discoteche pratesi, il “J’adore” di via Traversa del Beccarello, nell’immobile dove fino a un paio di anni fa stava l’Ocafioca.
A Luca Baldi, che insieme ad altri gestisce in concreto le serate del “J’adore”, la domanda sui cinesi non piace molto. Forse teme un danno di immagine, ma in realtà non c’è niente di strano, in una città dove i cinesi, partiti da confezioni e pronto moda, si sono allargati presto alle tintorie e sono ben piazzati nel settore dei bar e della ristorazione.
I due soci cinesi della Oasi srl sono Li Xianghai, 31 anni, amministratore unico, e Du Xuejun, 26 anni, che si sono equamente divisi le quote della società costituita lo scorso 29 luglio nello studio del notaio Andrea Lops e iscritta al registro delle imprese il 6 agosto, in vista della imminente apertura del “J’adore” nei pressi del casello autostradale di Prato Est.
«In realtà non sono loro i gestori - dice Luca Baldi al telefono - Noi siamo un’azienda che dà lavoro a 25 persone».
Nonostante le inevitabili difficoltà iniziali, il “J’adore” sembra diventato nel giro di poche settimane un punto di riferimento dei fine settimana dei giovani pratesi, almeno di quelli che non vogliono sobbarcarsi il viaggio a Firenze o in Versilia.
L’esordio non è stato dei migliori, tre settimane fa, quando davanti al locale di via Traversa del Beccarello si accalcarono centinaia di giovani che non riuscivano a entrare perché la capienza massima del locale era già stata raggiunta. Alcuni si lamentarono per il trattamento ricevuto (ci fu anche una rissa e un paio di denunce da parte della polizia), ma i gestori hanno spiegato che non potevano fare altrimenti perché, appunto, la capienza era già stata raggiunta.
Ora l’attività sembra entrata a regime e sono in programma altre serate. Quella che in questi giorni viene pubblicizzata su Facebook si intitola “Super festa studenti”, tre bevute per 15 euro con lo sloga “Brainless, spengete il cervello”, che però non figura nella pagina web ufficiale del “J’adore”, dove si rimanda direttamente alla serata del 31 ottobre, un party di Halloween col dj Provenzano e stesse condizioni: 15 euro, tre bevute.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
